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Il ciclismo azzurro non vince più

Classiche tabù: mai così male dal 1989

06 Mag 2004 - 16:47

Le grandi Classiche del Nord non parlano più italiano. Almeno non quest'anno. Era dall'89 che i ciclisti azzurri non tornavano a casa senza una vittoria in una delle sei gare clou di inizio stagione. Dal Fiandre di Argentin nel '90 i nostri corridori avevano conquistato cinque Fiandre, tre Gand-Wevelgem, tre Roubaix, sei Freccia Vallone, cinque Liegi, due Amstel. Nel 2003 solo il 2° posto di Pieri alla Parigi-Roubaix e il 3° di Di Luca alla Amstel.

E alla fine, tenendo presente che gli azzurri non sono saliti al Nord con la squadra al completo, la caduta di Paolo Bettini alla Gand ha tolto di mezzo l'uomo più forte nelle Ardenne, e la scivolata di Davide Rebellin alla Freccia Vallone ha impedito al vicentino di essere tra i più competitivi nella Liegi, l'incidente a Michele Bartoli in gennaio ne ha limitato la forma, l'influenza ha martoriato Bortolami, la caduta alla Roubaix a cancellato Nardello. Il bilancio non può non essere che agrodolce anche se, fosre, per una volta la sorte non ha dato una mano ai nostri portacolori. Non abbiamo avuto neanche un pizzico di fortuna, insomma. Secondo la teoria dei risultati, il bicchiere sarebbe mezzo vuoto perchè i quarti posti di Baldato alla Roubaix, Ongarato alla Gand e Scarponi alla Liegi non possono che sapere soltanto di beffa inutile. La medaglia di legno, si sà, conta come un piazzamento a centro gruppo. Ma non è stato tutto negativo. Almeno guardando al futuro. Perchè tra qualche anno, di sicuro, la situazione sarà ben diversa. Nei prossimi anni detteranno legge al Nord. Di Luca (nella foto a destra), Pieri, Bennati, Scarponi, Pozzato, Celestino, Commesso, che si è finalmente convinto delle sue possibiltà al Fiandre. Insomma, abbiamo avuto la conferma che i giovani ci sono e che qualche vecchietto, tipo Tafi, il prossimo anno è pronto a riprovarci. Un po' poco? E' vero, però, visto che di Cipollini ne nasce uno ogni dieci anni tanto vale mettersi il cuore in pace.