Rinascita italiana, Sacchi dubita
"E' presto per dire se è vera gloria"
Rinascita italiana nelle Coppe? Presto per dirlo secondo Arrigo Sacchi. L'illustre parere dell'uomo di Fusignano, ieri ct della Nazionale e tecnico del Milan mondiale ed oggi dt del Parma, rivela cautela malgrado il trio piazzato dal nostro calcio nelle semifinali di Champions. "E' sicuramente un passo avanti rispetto al passato che fa ben sperare per il futuro. Ma solo il tempo dirà se è vero Rinascimento o solo un fatto sporadico" ha detto.
"Mi fa piacere che ci siano tre italiane - ha continuato Sacchi - ma non dobbiamo cadere sempre nel superficialismo e valutare solo sulla base dei risultati, che fanno sì ben sperare, nonostante siano stati accompagnati da tanta qualità ma anche da altrettanta fortuna, specialmente per alcune squadre. Mentre sulla stampa italiana ho visto solo elogi, su quella europea non sono mancate le critiche e non solo in Spagna, ma anche in Olanda. Un passo avanti è stato fatto, ma con la qualità dei giocatori di cui disponiamo dobbiamo pretendere non solo di vincere, ma anche di convincere".
"Non credo si possa parlare delle tre squadre nello stesso modo - ha aggiunto - Faremo un salto di qualità il giorno in cui tutti quanti sapremo valutare l'emozione e la gioia che la partita ci può dare, al di là del risultato. L'atto estetico, la soddisfazione che ti deve dare uno spettacolo sportivo, le emozioni non possono essere legate solo al risultato, ma alla realizzazione di qualcos'altro. Il Milan? Finora è stata la piu' brillante e ieri sera, anche se ha sofferto molto, credo abbia meritato il risultato, soprattutto per il percorso fatto in Champions. L'Inter? E' stata meno brillante, ma ha sfruttato al massimo le individualità. La Juventus ha confermato una forza caratteriale notevole anche se il gioco non sempre è stato convincente. Dalla sua ha una realtà storica forte di una conduzione di questa società che è di altissimo livello mondiale. la qualità dei giocatori è medio alta, in alcuni casi eccezionale, quanto alla spettacolarità del gioco non siamo ai massimi livelli. Ma ha nel suo dna la capacità di sintesi fantastica e una concentrazione formidabile e uomini, a partire dall'allenatore, dal carattere fuori dal comune".
