Milan, fallimento imprevedibile
Ora non resta che la Champions
Si fosse trattata della temutissima Superlega si parlerebbe oggi di un Milan tranquillamente in corsa per il successo finale. Tre punti contro la Juve, sei con l'Inter, tre nell'unica gara contro la Roma, due con la Lazio. Un bottino, insomma, se non proprio entusiasmante, senza dubbio molto positivo. Il campionato è però un'altra cosa. Lo sa Ancelotti, che deve fare i conti con molti, moltissimi punti persi con le squadre minori e lo sa Galliani: "A bocce ferme - taglia corto - dovremmo cercare di capire perché abbiamo perso tanti punti con le piccole squadre".
Ed il punto, in effetti, è proprio quello. Capire, ad esempio, se si tratti semplicemente di un problema di concentrazione quando la gara non sembrerebbe così insidiosa. "Abbiamo preso sotto gamba la partita almeno all'inizio - ha spiegato Ancelotti - Dopo abbiamo preso il gol e tutto è stato più difficile. Non siamo riusciti a recuperare. La nostra colpa è stata di essere stati troppo superficiali all'inizio, poi abbiamo avuto le nostre occasioni e ci siamo impegnati". Una ricorrenza preoccupante e che, in ogni caso, ha costretto il Milan a scendere anzitempo dal treno scudetto.
Un punto solo in due gare contro l'Empoli sono una miseria. Tanto più che i rossoneri si sono dovuti accontentare di quattro punti contro la Reggina, quattro contro l'Atalanta e uno solo contro il Brescia (ma in una sola gara). Poco in confronto ad esempio all'Inter, impeccabile con le piccole.
Diverso il discorso relativo alla Champions dove i rossoneri non sbagliano un colpo. Mercoledì copntro l'Ajax la formazione di Ancelotti insegue una semifinale che è senza dubbio alla sua portata ma che, Coppa Italia a parte, rappresenta anche l'ultimo obiettivo stagionale. Per la gara dell'anno il tecnico rossonero spera di recuperare gli infortunati: Maldini si sta allenando e Rui Costa dovrebbe recuperare. Serve un altro Milan. O un buon anno sarà comunque da archiviare alla voce fallimento.
