Pieri: "Misto di gioia e delusione"
"Mi ha battuto solo un grande campione"
Dario Pieri è stanchissimo dopo il secondo posto alla Parigi-Roubaix. "Ho lavorato tanto per arrivare fin qui ed ora provo una grande gioia mista a un po' di delusione, ma credo che il risultato abbia comunque un grande valore. Mi ha battuto solo un grande campione, il numero uno in questo momento". L'azzurro pensa al futuro: "Grazie a chi mi ha dato fiducia, con la speranza che questo possa essere solo l'inizio di una storia entusiasmante".
Dopo l'arrivo Dario Pieri piange tra le braccia di Ballerini: "Ma perchè, perchè". Van Petegem ha già vinto il Fiandre ed è già arrivato una volta secondo nel Velodromo dietro Museeuw, nel 2000. La Roubaix l'ha già persa, insomma. E solo chi l'ha persa prima o poi vince una Roubaix. Ma tutto questo non puo' bastare all'astro nascente del pavè italiano, non possono bastare le parole del ct azzurro, che sorride, deluso, ma sorride. "Ho perso una Roubaix incredibile da Duclos-Lassalle nel 1991 e avevo 27 anni come Dario. Poi ne ho vinte due: Dario ne può vincere anche di più. E' la legge della Roubaix: prima la devi perdere, poi te la prendi". Il rammarico dell'italiano è nello sprint, perchè Pieri pareva il più veloce, ma nessuno dei tre si era risparmiato.
"Potevo vincere, ma non sarà il punto d'arrivo di una carriera, sarà solo l'inizio", spiegava tra i singulti Pieri. Il quale è rimasto ad un passo dallo smettere di correre lo scorso anno: ha creduto in lui solo Claudio Corti, il manager della Saeco. Problemi di peso, problemi di tenuta: in tutto il 2002 avrà terminato sì e no cinque corse, la Alessio di Cenghialta lo aveva spedito a casa in punizione. E invece a novembre la svolta, la maturazione. Dario si lascia con la ragazza, giornalista a Milano, cambia casa, va a Lucca assieme al fido Balducci, si mette a fare la vita seria, inizia a fare il pavè a novembre, cala di peso, non va a caccia, non si da alla tavola. Sei mesi di vita da atleta e il fuoriclasse è sbocciato: "Ma io la vita del corridore l'ho sempre fatta, magari pesavo un po' troppo...", provava a scherzare Pieri. "Ero il più veloce comunque - ha proseguito - Il sogno di tutta la vita che arriva e invece... Mi rifarò, mi ha battuto un grande, io ho capito che questo è solo l'inizio di una vita nuova. Come persona non potevate criticarmi, come corridore sì, ho rischiato davvero di smettere".
