Cuper: "Lo scudetto?Una necessità"
"Ma per me equivale alla Champions"
Hector Cuper non vuole lasciar nulla di intentato. Si avvicina la fase cruciale della stagione e il tecnico argentino punta a entrambi gli obiettivi. "L'idea è di vincere lo scudetto - ha detto a una radio spagnola - c'è la necessità di vincerlo. Ma personalmente tra quello e Champions League non faccio differenza anche se penso che i tifosi vogliano di più il tricolore". Con il Valencia? "Possiamo vincere entrambe le gare, hanno la stessa importanza".
Un'intervista a tutto tondo. Il tecnico, l'uomo, l'innamorato del calcio. A pochi giorni dal match contro il Valencia, Hector Cuper si è concesso ai microfoni della trasmissione radiofonica spagnola Tirachinas, parlando di sè, dell'Inter e delle prospettive future. "In casa nerazzurra l'idea fissa è vincere lo scudetto: c'è la necessità di vincerlo. Quest'anno rispetto all'anno scorso non siamo davanti, dobbiamo rimontare. Personalmente tra i due titoli (scudetto e Champions) non faccio differenza... Hanno la stessa importanza, anche se forse i tifosi dell'Inter vogliono più lo scudetto che la Champions. Quest'anno ho avuto un record personale come allenatore, perché gli infortuni non mi hanno permesso di schierare mai la stessa squadra. Abbiamo avuto una sfortuna incredibile. Ora non è ancora tutto perfetto ma quasi, direi che siamo all'80 per cento".
Il Valencia rappresenta il passato: due splendide stagioni sulla panchina e poi il trionfo con l'Inter, l'anno scorso in coppa Uefa. Serata magica, d'altri tempi. Gol in contropiede e poi barricata per novanta minuti. "La storia si ripete, rigiochiamo lo stesso duello dello scorso anno. Rivivo il fatto che il Valencia ci vuole eliminare. Credo che nelle due partite, l'Inter può vincere sia a San Siro che a Valencia. L'Inter è una bomba a tempo, ha molta capacità per andare in gol, un po' di più rispetto al Valencia. Loro invece sono forse migliori in fase difensiva".
Ma Spagna significa pure Ronaldo, l'infinta polemica col brasiliano, le accuse, i veleni. Cuper taglia corto. "Si è parlato troppo, ma non da parte mia... Non è logico tutto ciò che è stato detto, se mi attaccano con logica allora io posso rispondere. Ma se non esiste una logica...In Italia hanno capito che un signore se ne è voluto andare via ed io non gli ho impedito di andarsene. Fino al 5 maggio contro la Lazio era tutto stato normale. Lui ha voluto andare via, ma non per un problema di allenatore".
Infine due parole sul rapparto con Milano e l'Italia. "Le mie radici sono italiane, anche se i miei antenati ormai sono quasi tutti morti. Credo che la vita in Spagna sia più facile per un argentino, anche se io mi muovo in un ambiente diverso. La pasta non la mangio di solito, invece la paella a casa mia la mangiamo spesso. Io e la mia famiglia saremo sempre grati alla Spagna. Ci tornerò, non so se per allenare, ma ci tornerò".
