Il karate piange la 'tigre' Enoeda
E' morto il maestro delle stelle
Il karate piange il più grande rappresentante del Novecento. Keinosuke Enoeda, soprannominato "la tigre", è morto in un ospedale di Tokyo. Enoeda da tempo era malato di cancro allo stomaco e da Londra, città dove risiedeva e dove aveva impiantato nel quartiere di Soho il 'dojo' di riferimento per tutti i praticanti di karate del mondo, era volato a Tokyo per tentare di sconfiggere forse l'unico avversario che sia mai riuscito a batterlo.
Con la morte del maestro Enoeda, nato a Fukuoka il 4 luglio del 1935, scompare l'ultimo samurai ancora legato alle vecchie tradizioni nipponiche. Sguardo fiero e magnetico, mani e piedi affilati come spade e un kiai (il famoso urlo da combattimento) in grado di atterrire chiunque, Enoeda rappresentava un'autentica leggenda del karate. Assieme ai maestri Kanazawa, Kase e Shirai, Enoeda venne scelto negli anni Sessanta dall'allora caposcuola Nakayama per diffondere il karate al di fuori del Giappone. Da lui vennero ad allenarsi i migliori combattenti del mondo oltre che vere e proprie star come Lee Martin, Sean Connery ed Edward Fox. Il maestro recitò anche alcune parti in alcune serie della saga sull'agente 007. Un personaggio di grande carisma, dunque, oltre di eccezionale bravura, che continuerà a vivere nei cuori dei karateka di tutto il mondo.
