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Ciclismo: Ballerini, il casco è ok

"Circa il 90% degli atleti lo usa"

05 Mag 2004 - 23:08

Anche il CT Ballerini ha voluto dire la sua sul casco, strumento fondamentale nel ciclismo odierno: "Negli ultimi anni la sicurezza nel ciclismo ha fatto passi da gigante -ha dichiarato a Datasport.it- Io credo che circa il 90% dei ciclisti lo usi. La percentuale cresce maggiormente quando si arriva agli ultimi 50 km di corsa". Sul rientro di Marco Pantani: "Deve pensare solo a correre. Non lo fa da 300 giorni, deve avere pazienza".

In questo periodo si parla tanto di sicurezza nel ciclismo. Dopo la morte di Kivilev e i numerosi incidenti occorsi durante le prime gare della nuova stagione, il casco è tornato su tutte le pagine dei giornali. Abbiamo chiesto al CT Franco Ballerini un commento sull’argomento del giorno: “Certo il ciclismo è uno sport che può avere dei rischi, come del resto tante altre discipline – confida il selezionatore azzurro a www.datasport.it - Negli ultimi anni la sicurezza nel ciclismo ha fatto passi da gigante, si sta cercando di tutelare gli atleti al meglio”.
Eppure sembra che i ciclisti non amino molto il casco: “Non è vero – dichiara Ballerini - Io credo che circa il 90% dei ciclisti lo usi. Negli ultimi 50 km, inoltre, la percentuale cresce ancora. Il casco rigido è un elemento importante, soprattutto ora che le corse, come il Giro, vedono alla partenza anche 200 partecipanti”.

Le accuse al mondo del ciclismo sono sempre all’ordine del giorno. Perché? “Il ciclismo è uno sport meraviglioso, uno dei pochi che lascia immagini indelebili nella mente di chi lo segue – continua il ct azzurro - Per combattere certi problemi ci vuole la giusta cultura sportiva. E’ necessario lavorare sui giovani e fissare regole serie e precise. Non penso che sia di grande aiuto far vedere certe immagini o fare delle macchinazioni particolari”. Ballerini parla anche della situazione attuale del ciclismo italiano: “Siamo ai vertici mondiali. Siamo un gruppo veramente forte. Cipollini? Un uomo di grande carisma e di personalità, una grande bandiera del nostro ciclismo”.
Ultima battuta sul rientro di Marco Pantani: “Credo che debba pensare a correre, senza farsi problemi di sorta – conclude Ballerini - Sono 300 giorni che non corre, ma fa parte del nostro movimento. Credo che ora sappia quello che gli serve”.