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La metamorfosi di Sheva e Inzaghi

Insieme in gol: affondata la Juve

05 Mag 2004 - 22:24
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Che, nel rapporto tra Shevchenko e Inzaghi, sia in corso una metamorfosi è evidente già al 4' di Milan-Juventus. L'ucraino scatta sul filo del fuorigioco, giunge a tu per tu con Buffon e invece di scaricargli contro tutta la sua rabbia (presente cosa si prova a godersi lo spettacolo dalla panchina?) alza la testa e cerca con un passaggio l'"odiato" compagno. Non fa nulla se poi la palla rimane lì ed è lo stesso Sheva a buttarla dentro dopo un paio di dribbling. Conta l'intenzione esattamente come contava, molte volte, per tutti i gol falliti, per egoismo, in passato. Quelli che, per capirci, hanno fatto pensare un po' a tutti che quei due non si amassero e che, alla resa dei conti, non potessero neanche giocare insieme. Ad Ancelotti non piace Shevchenko, si è detto spesso. L'ucraino è al capolinea, se ne andrà, vuole andarsene, hanno scritto molti. E ancora: 12 partite insieme e solo cinque gol all'attivo (tre Sheva e due SuperPippo). Una miseria, per dirla tutta.

Poi, la Juve e i passaggi cercati e le reti che hanno riaperto la corsa scudetto e, persino, una certa sensazione che la strana coppia, in fondo, possa anche essere una buona coppia di attaccanti. Per buona pace di Berlusconi, che lo dice da sempre, e di Ancelotti, che da sempre, forse, pensa il contrario.

Capita così anche di stupirsi, al 22', vedendo Shevchenko fare la sponda per Inzaghi invece di girarla a rete di prima. O, anche, di criticare l'ucraino per un passaggio di troppo a Superpippo, al 64', quand'era forse il caso di cercare la porta. Tutto in pieno stile "volemose bene". Roba da non credere. Alla fine quei due hanno un sorriso che non ti aspetti: "Una serata meravigliosa" - ripetono in coro. Quasi se lo fossero detto prima. Quasi fossero amici da sempre. "Visto? Possiamo giocare insieme - urla l'ucraino a fine gara - Possiamo fare gol, vincere. Siamo felici". Già, felici.
E per una volta, proprio entrambi.