Champions, l'Inter ritrova Crespo
L'argentino convocato per Leverkusen
Archiviata la pratica Como, l'Inter si prepara alla trasferta di Leverkusen, decisiva per il prosieguo del cammino in Champions League. Per Cuper la maggiore difficoltà sarà quella di approntare un reparto avanzato degno di questo nome: saranno infatti indisponibili Vieri, Recoba, Kallon e, ovviamente, Batistuta. Per questo è provvidenziale il recupero di Hernan Crespo che, superati gli ultimi test, è stato convocato per il match.
In casa nerazzurra nonostante la prudenza richiesta dalla situazione, l'ottimismo era palpabile già da domenica. Molto dipendeva dal responso degli ultimi esami ma alla fine non sono stati nemmeno necessari: l'attaccante argentino ha detto di sentirsi completamente ristabilito e così l'ecografia in programma per la mattinata di lunedì è stata annullata ed Hector Cuper ha deciso di aggregare il suo bomber di coppa alla comitiva in partenza per la Germania. Quello che è certo è che se Cuper lo ha convocato è perché è sicuro di poterlo utilizzare, anche se magari non dall'inizio; il tecnico ha dimostrato più volte in passato di credere ciecamente nel detto "meglio un asino sano che un cavallo zoppo", e più di una volta ha "rischiato" non convocando nemmeno campioni che almeno in caso di estrema necessità, partendo dalla panchina, sarebbero serviti alla causa.
"Solo pensare di poter giocare 20-30 minuti mercoledì prossimo - ha dichiarato Crespo al settimanale Controcampo - lo considero un miracolo. Ho subito un infortunio molto serio: per questo dico che anche solo l'ipotesi di esserci a soli due mesi e una settimana di distanza mi rende felice". Un recupero, in ogni caso, che ha del miracoloso. "Ci sono tanti motivi di ordine fisico e psicologico" ha continuato l'attaccante argentino. "Merito di Silvano Cotti, il mio fisioterapista, della mia compagna e del lavoro intenso che ho svolto".
Ora rimane da vedere su Cuper deciderà di buttarlo nella mischia dall'inizio o aspettare di vedere come si mette la partita affidandosi per la partenza alla coppia leggerina Morfeo-Martins, oppure estraendo dal cilindro qualche mossa a sorpresa, come Guglielminpietro, giunto in Italia al Milan nel 1998 come punta. Fu Zaccheroni a inventarlo centrocampista, ma per una sera Guly è disposto a tornare al passato: "Non ho dimenticato come si gioca da attaccante puro - ha dichiarato - se il mister ha bisogno io non mi tiro indietro...".
