Milan, ritorno da inferno
Rimonte affannose e 8 punti in 6 gare
Alla fine Ancelotti sembra uno uscito vivo dalla tempesta: "E' stata un'impresa - taglia corto - ma il rammarico è grande, perché come contro la Lazio potevamo vincere e abbiamo lasciato sul campo due punti". Tutto tragicamente vero. Mezz'ora da non crederci, con la difesa rossonera in balia dell'Atalanta e tre gol di svantaggio. Poi la solita reazione orgogliosa e l'incredibile rimonta firmata, manco a dirlo, da Inzaghi. Il tutto con tanto di traversa (Rui Costa) e rigore sbagliato (Rivaldo). Qualcosa, però, evidentemente non va.
Che l'approccio alle partite, impeccabile in Champions League, non sia ad esempio dei migliori. Chiudere il primo tempo con un pesante passivo in entrambe le ultime due gare casalinghe (Lazio e Atalanta appunto) e riequilibrarle per via di impensabili rimonte dovrebbe essere un segnale sufficiente a fare scattare l'allarme dalle parti di Ancelotti.
Non basta: nel girone di ritorno il Milan ha conquistato la miseria di otto punti in sei gare, perdendo a Perugia e Udine, battendo faticosamente il Modena (e senza problemi il Torino) e pareggiando, ma solo grazie ad un secondo tempo straordinario, con Lazio e Atalanta. Poco in confronto all'Inter (12 punti in 5 partite, quattro successi e la sconfitta di Verona con il Chievo) e alla Juve (13 punti in 5 gare, quattro vittorie e il pareggio di Bergamo contro l'Atalanta). In altre parole, dopo aver chiuso l'andata al comando, la formazione rossonera ha perso, con una partita in più giocata, 4 punti nei confronti dei nerazzurri e ben 5 in quelli della squadra di Lippi. Entrambe le concorrenti alla corsa scudetto hanno peraltro subito solo 3 reti contro le 8 incassate dal Milan (cinque nei due ultimi pareggi interni), che aveva alla 17a la miglior difesa del torneo.
"Dopo molte partite in cui è stata impeccabile - ha spiegato Ancelotti - la difesa ha avuto contro l'Atalanta una giornata storta". Sarà, ma forse qualcosa va aggiustato. Anche se, va detto, in Europa dimostra al contrario di essere sempre molto solida e non ha subito neppure una rete nelle quattro gare della seconda fase di Champions. Il dato che può rinfrancare un po' l'undici milanista riguarda Inzaghi, che sembra aver ritrovato lo smalto dell'inizio del campionato. In sei partite Superpippo ha segnato cinque gol, andando a segno ogni volta che il Milan ha fatto gol. L'attaccante rossonero ha segnato la metà delle reti del Milan in questa prima parte del ritorno. Realizzatore ma non solo: contro l'Atalanta Inzaghi si è procurato il rigore fallito da Rivaldo e ha permesso con la sua incursione a Tomasson di segnare. Contro la Lazio ha fornito l'assist decisivo a Rivaldo. Vi sembra poco? Non lo è, ma non è bastato al Milan per tenere il passo delle rivali. Con la qualificazione ai quarti di Champions già archiviata c'è tempo per recuperare. Ma non si può più fallire.
