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Milan, prima niente, poi tutto: 3-3

Con Atalanta altra incredibile rimonta

05 Mag 2004 - 18:33

Come contro la Lazio due settimane fa, il Milan pareggia a San Siro rimontando in maniera incredibile: 3-3 dopo che l'Atalanta, alla mezz'ora, conduceva per 3-0 grazie a un autogol in avvio di Maldini e a una doppietta di Rossini. Artefice della rinascita del Diavolo è stato Inzaghi, autore dell' 1-3 e del pareggio al 34' e al 79' e protagonista anche del 2-3, realizzato da Tomasson al 70'. Superpippo ha anche provocato un rigore fallito da Rivaldo.

La partita
Blackout. Non c'è altra parola che possa fotografare meglio l'incredibile domenica del Milan, tradito dal suo capitano Maldini, dal resto del pacchetto difensivo, da un approccio ad una partita sulla carta accessibile ancora una volta sbagliato. Al Meazza era già capitato, al di là del risultato finale, contro il Piacenza, il Modena, la Lazio, troppe volte per una squadra che ha ambizioni di scudetto. Poi, come contro i romani, la luce si è riaccesa quando ormai tutto sembrava finito, rendendo possibile almeno il pareggio. Ma intanto, per quel pizzico di presunzione, due punti se ne sono andati. E con un campionato simile, potrebbe essere un gap decisivo a fine stagione.

Fin troppo rinfrancato dai tre successi consecutivi di Coppa e di campionato, Ancelotti rinuncia ad entrambi i "cervelli" del centrocampo, Pirlo e Redondo, lascia Tomasson in panchina mettendo Serginho dalle parti di Inzaghi e non mette un esterno "vero" sul lato destro della difesa preferendo Costacurta a Simic e Brocchi. La souplesse rossonera è ben rappresentata da quello che succede dopo solo poco più di un minuto di gioco: rimessa atalantina dalla trequarti, palla che spiove in area, arriva Maldini con un po' troppa confidenza. Risultato, sfera svirgolata che si infila lemme lemme nella porta di Dida. L'autogol ai limiti dell'incredibile e l'intera partita ancora a disposizione fanno sì che la reazione del Diavolo sia tutto meno che rabbiosa ed energica. Solo Inzaghi, lasciato a combattere contro il pacchetto difensivo atalantino, cerca di buttarsi sui pochissimi palloni a disposizione, mentre l'Atalanta, messa benissimo in campo e trascinata da un Doni in netto progresso di forma, capisce che in una giornata così è meglio giocarsela. Dopo un altro pericoloso tiro di Vugrinec, i bergamaschi smascherano il bluff milanista in 5 minuti, dal 24' al 30', il protagonista è sempre Rossini: prima il centravanti fallisce una facilissima occasione, poi castiga due mostri sacri come Maldini e Costacurta al 28' e alla mezz'ora. Prima, una girata sottomisura dopo avere aggirato lo spaesatissimo capitano rossonero; poi, comodo stacco su "Billy" su cross di Doni, inseguito vanamente da mezza retroguardia rossonera.

E' arduo stabilire chi, dopo tutto ciò, è più sotto choc tra giocatori, Ancelotti e tifosi rossoneri. Per fortuna del Milan, chi è saldamente collegato a terra e voglioso di non darsi per vinto è Pippo Inzaghi, che segna immediatamente, al 34', il gol che ridà fiato alle speranze milaniste: assist di Seedorf, difesa del pallone e diagonale incrociato da grande centravanti. Ancora Superpippo sfiora il 2-3 con un tocco di interno sinistro sottomisura e infine, nel recupero del primo tempo, si esibisce nella specialità della casa: entra in area, palla al piede, aspetta il puntuale contatto (Tramezzani, in questo caso) e si butta per le terre. Farina non ha esitazioni e indica il dischetto, Vavassori e i suoi sembrano belve in gabbia. Penalty francamente molto discutibile, ma a mettere tutti d'accordo ci pensa Rivaldo: sinistro angolato quanto molle, Taibi intuisce ma non ci arriva, dietro di lui, però, c'è il palo interno: la palla rotola fuori e il Milan rotola negli spogliatoi in presa ad una crisi d'identità.

Nell'intervallo, ovvio processo di Ancelotti ai suoi: il colpevole è Seedorf, lasciato fuori in favore di Tomasson. La partita diventa un "remake" di quella vista due settimane orsono con la Lazio: assalto disperato, disperatissimo del Milan, che incomincia centrando la traversa con Rui Costa dopo soli 24 secondi dall'inizio della ripresa. Poi mischie, cross continui, alleggerimenti dell'Atalanta che diventano sempre più rari (anche se Dabo mette paura a Dida all'11'), tiri e occasioni per Rivaldo, Maldini, Inzaghi. L'Atalanta, a un certo punto, sembra avere retto al momento di rabbia agonistica più forte del Diavolo, poi cede improvvisamente al 25': il gol è di Tomasson, ma ancora una volta l'artefice è Pippo Inzaghi, lanciatosi come un forsennato puro su un pallone scagliato in area da Helveg. Sul centravanti, stavolta, c'era un rigore nettissimo, ma Farina ha lasciato correre consentendo al danese di insaccare. San Siro diventa una bolgia dantesca e il pareggio è cosa fatta al 79', sembra inutile dire chi realizza il gol dell'incredibile rimonta. L'implacabile Inzaghi è bravo a liberarsi in area su un traversone di Rui Costa e a scavalcare Taibi con un "lob" di testa. Manca, recupero compreso, un quarto d'ora, il tempo per vincere c'è tutto e il Milan ci prova: il forcing continua e la palla buona per l'incredibile successo sembra giungere al 42': Doni sbaglia una copertura e un suggerimento di Gattuso si deposita sul piede sbagliato, il destro di Rivaldo: solo davanti al portiere, il brasiliano si fa ribattere le conclusione dal piedone di Taibi. C'è ancora tempo per l'ultima mischia davanti a Taibi, innescata dal solito Inzaghi, poi la girandola di San Siro finisce di sprizzare scintille. Sei gol, un rigore sbagliato, un palo, tante altre occasioni fallite da una parte e dall'altra. Galliani, a inizio stagione, l'aveva detto: "Non so se vinceremo qualcosa, di certo con questa squadra ci divertiremo". Pronostico azzeccato in pieno, ma se a fine anno perderà lo scudetto per due punti si sarà divertito lo stesso?

Il tabellino
MILAN-ATALANTA 3-3 (1-3)
MILAN (4-4-2):
Dida, Costacurta, Nesta, Maldini, Kaladze (56' Helveg), Seedorf (46' Tomasson), Gattuso, Rui Costa (79' Pirlo), Serginho, Rivaldo, Inzaghi. All.: Ancelotti.
ATALANTA (4-4-2): Taibi, Siviglia, Natali, Sala, Tramezzani (61' Bellini), Gautieri, Zenoni, Dabo, Doni, Vugrinec (71' Foglio), Rossini. All.: Vavassori.
Arbitro: Farina di Novi Ligure
Reti: 1' aut. Maldini, 29' e 30' Rossini, 34' Inzaghi, 70' Tomasson, 79' Inzaghi.
Ammoniti: Helveg, Tramezzani e Siviglia per gioco falloso, Gautieri per comportamento non regolamentare, Doni per proteste.
Rivaldo ha fallito un rigore al 48' pt, mandando il pallone sul palo.