Lazio, futuro ancora incerto
Pessi: "Serve l'aumento di capitale"
Il vicepresidente della Lazio Roberto Pessi tratteggia il futuro della società biancoceleste. "Tra cordate e imprenditori - dice - ci sono ben quattro possibilità. Se riusciremo a fare il passo della riduzione dei contratti potremmo scegliere noi il compratore". Le difficoltà però sono sempre presenti: "Se non ci dovesse essere l'aumento di capitale la Lazio rischia di non iscriversi al prossimo campionato. Il futuro è anche nelle mani dei giocatori".
Il professor approfitta del convegno di Tor Vergata su 'Il caso dei calciatori professionisti: eccessiva onerosità sopravvenuta e risoluzione del contratto'. Argomento non potrebbe essere più pertinente vista la situazione della società laziale anche nei confronti dei suoi giocatori. Non a caso il dirigente sottolinea l'importanza che questi avranno nel destino della società. "Il futuro della Lazio - spiega Pessi - è anche nelle mani dei nostri calciatori, coi quali stiamo parlando e sono con noi, dimostrando un grande attaccamento alla maglia. Se arriveranno dei segnali importanti, allora vorrà dire che i nostri giocatori avranno salvato il club e saremo grati a loro per sempre. Se ciò non avverrà, dopo il caso Fiorentina, ci sarà la Lazio, e il prossimo anno ancora un altro... poi mi fermo perché non voglio fare l'uccello del malaugurio proprio io".
Resta il fatto che la crisi è ancora incombente anche se il dirigente è ottimista sulle possibilità che la società venga rilevata in tempi abbastanza brevi e proprio per questo la società si muove per tenere alto il livello qualitativo della compagine. "Tra cordate e imprenditori ci sono ben quattro possibilità, e tutte significative - spiega - E' normale però che chi subentrerà vorrà trovare una Ferrari, non certo una Topolino. Per raggiungere questo traguardo stiamo lavorando ventiquattrore ore al giorno, tutti i giorni, anche perché questo è un momento particolarmente delicato tra gli impegni della squadra e il futuro aumento di capitale della società. Diciamo che siamo tra incudine e martello".
