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Decreto anti violenza: ecco cos'è

Flagranza differita e potere a Prefetti

04 Mag 2004 - 04:42

Il decreto legge anti-violenza introduce due novità nel panorama delle misure di sicurezza contro i facinorosi. Innanzitutto la flagranza differita, cioè la possibilità di arrestare un tifoso violento anche dopo 36 ore dalla commissione del reato. La norma era già stata prevista nel decreto varato nel 2001 ma poi modificata. E' prevista inoltre la possibilità per i Prefetti di modificare il calendario e chiudere gli stadi "violenti". 

Ma vediamo nel dettaglio i due principi che dovrebbero aiutare a combattere l'ondata di violenza che sta investendo il calcio tricolore:

IN MANETTE ANCHE DOPO 36 ORE: Il decreto prevede la reintroduzione della flagranza differita, la possibilità cioè di arrestare il tifoso violento anche dopo 36 ore dalla commissione del reato, sulla base delle immagini registrate durante la partita. Una norma, già prevista nel decreto varato nel 2001, ma poi modificata ed ora reintrodotta. Con la nuova formulazione la flagranza differita scatta "qualora vengano acquisiti elementi dai quali emergono gravi, precisi e concordi indizi di colpevolezza", come ha spiegato il ministro presentandolo. Uno strumento, spiega la relazione illustrativa al decreto, che "rappresenta una garanzia nei confronti del cittadino", perchè "poter disporre di uno strumento giuridico che consenta di procedere all'arresto in un momento successivo, riduce il rischio di coinvolgimento indotto di persone estranee".

STADI CHIUSI E MODIFICA CALENDARI: Accanto al decreto, due proposte del Viminale. Si tratta di "una proposta di carattere preventivo", dare cioè ai Prefetti il potere di modificare il calendario del campionato per ragioni esclusivamente di ordine pubblico. E una proposta di carattere "sanzionatorio": affidare sempre ai prefetti la facoltà di chiudere per un periodo massimo di un mese (due partite) gli stadi nei quali si siano verificati atti di violenza "intollerabili".