Dalla politica un aiuto al calcio
Agevolazioni fiscali per salvare i club
Il calcio italiano potrebbe presto avere una grossa mano dal governo sotto forma di agevolazioni fiscali. Esiste, infatti, in Parlamento un emendamento che prevede come le società possano iscrivere le svalutazioni dei diritti pluriennali delle prestazioni degli sportivi professionisti in un conto del bilancio da ammortizzare in dieci rate annuali. In pratica si tratterebbe di 'spalmare' su un piano a lungo termine le spese per i calciatori.
Una battaglia portata avanti dalla commissione Finanze in seguito alla difficile situazione di diverse società calcistiche. In questo modo i club di Serie A e B potrebbero pagare i debiti contratti per la compravendita dei giocatori anche alla luce del fatto che il prezzo di alcuni campioni, negli ultimo anni, è sceso di molto. L'emendamento, sul quale la commissione Bilancio ha espresso parere contrario, è stato tuttavia accantonato. Almeno per ora. Secondo i contrari, la Lega e le opposizioni in testa, si tratterebbe di "un vero e proprio aiuto di Stato". Tra i più combattivi il diessino Giorgio Benvenuto: "Hanno inventato la rottamazione dei calciatori. Le società sportive erano state trasformate in Spa proprio per rispondere maggiormente a criteri di trasparenza". Sta di fatto, però, che adesso le società italiane sperano di poter rientrare delle loro perdite di bilancio grazie a un aiuto da parte dello Stato. Soldi che verrebbero usati per ripianare alcuni bilanci traballanti (il caso del crack della Fiorentina è ancora vivo, la Lazio è stata vicina a ripeterlo), ma anche per investire nuovamente sul mercato. Non è un mistero, infatti, che lobiettivo di ogni club sia quello di vincere e per farlo è indispensabile rinforzarsi continuamente. Se con soldi freschi o "riciclati" poco importa. Non è la prima volta, comunque, che il governo interviene in prima persona per aiutare il malandato mondo del pallone. Era già successo quando fece da intermediario tra i club e le televisioni (pay e Rai) per i diritti in chiaro e criptati. Allora il ministro Giuliano Urbani (nella foto a destra) riuscì a svolgere il suo compito ponendo fine nel migliore dei modi alla estenuante trattativa. Stavolta la situazione appare più complicata anche perchè lo Stato è direttamente coinvolto nella vicenda.
