Roma, nuova beffa arbitrale
Capello: "Speravo il vento cambiasse"
Ormai Capello non si indigna neanche più. Il che, in genere, è un segnale, brutto, di resa. "Pensavo che il vento cambiasse, che ci fosse giustizia. Invece l'aria tira sempre dalla stessa parte". Così, dopo Trentalange, questa volta è Treossi ad affondare la Roma, aprendo un nuovo capitolo di polemiche e sospetti. Il primo, palesemente legittimo, che la classe arbitrale non sia all'altezza della nostra serie A. Il secondo, deprimente, che vi sia davvero un progetto per far fuori la squadra del ribelle Sensi e dell'antipatico Capello e del Sud intraprendente e in ascesa.
Una cosa che fa venire voglia di mandare tutto in malora, lasciando che ogni cosa vada come va senza fiatare. E questo è quello che farà Capello a fine stagione. Darà l'addio a Sensi, con il quale il rapporto, specie negli ultimi due anni, non è stato idilliaco. E abbandonerà Roma, perché - dice - "lavorare tutta la settimana e non raccogliere nulla" è deprimente. All'estero don Fabio è ancora uno di quei tecnici per cui fare follie. Ergo, saluti e baci. Assicurato. Anche perché, con il carattere duro che si ritrova, non dev'essere facile per lui constatare la propria impotenza dinnanzi alle continue ingiustizie. E Sensi? Fonti vicine al presidente assicurano che sia di pessimo umore, ma, spiegano, non parla perché lunedì deve presentarsi dinnanzi alla Caf per chiedere la riduzione della sua inibizione, che per il momento scade il 14 febbraio. Dall'altra parte della barricata il presidente del Como, Preziosi, ammette "che io mi sarei arrabbiato. Speriamo - chiude - che il rigore non dato alla Roma sia per noi di buon auspicio". Che fine ha fatto il suo senso di giustizia, presidente?
Ha un muso lungo così Capello e una rabbia che se potesse spaccherebbe anche i muri: "La squadra - spiega - è in difficoltà, perché non sa mai come andrà a finire e in quanti finiremo la gara. Il vento è sempre contrario e non so darmi una spiegazione. La seconda ammonizione di Dellas mi è sembrata esagerata - dice riferendosi all'episodio che ha cambiato la gara - Di falli così, in una partita, ce ne sono almeno una trentina. L'unica cosa che mi fa piacere è che i tre punti siano andati ad un amico".
Il riferimento è a Fascetti, con il quale il tecnico giallorosso si è esibito in un simpatico siparietto in occasione del rigore negato alla Roma per il fallo di mano di Stellini: "Dai, Eugenio - ha sorriso Capello - Questa non è pallavolo".
