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Soldini sulla "Rotta del caffè"

Il velista prepara i prossimi impegni

03 Mag 2004 - 23:01

Dopo la sfortunata partecipazione alla regata transoceanica "Routhe du rhum", Giovanni Soldini punta a rifarsi nella "Rotta del caffè", regata in solitario che partirà nel prossimo mese di novembre. "Stiamo facendo delle modifiche importanti alla struttura della barca - ha detto il popolare velista - Speriamo di finire entro la fine di aprile, perché quella che va dalla Manica al Brasile è un appuntamento per il quale stiamo lavorando sodo".

"La 'Route du rhum' purtroppo non è andata molto bene, oltre che noi, per tutta la classe in generale - ha proseguito - E' stata sicuramente una esperienza molto dura, dato che su 18 in partecipanti sono arrivati solo in tre. C'è stata anche una forte depressione, con molto vento, arrivato ad oltre 80 nodi - spiega Soldini - e quindi si è capito che le barche hanno problemi strutturali". Il velista sta lavorando duramente per i prossimi appuntamenti: "Quest'anno abbiamo due Gran premi importanti, a Cagliari e a Marsiglia ai quali saranno presenti tutte le barche francesi. Dopo di che ci sarà la transoceanica oltremodo impegnativa, appunto la 'Rotta del caffè che a fine novembre dalla Manica raggiunge il Brasile. E' una regata a cui bisogna prepararsi molto bene. Stiamo lavorando per questo".

Sull'esasperazione delle regate in cui la tecnologia ha raggiunto livelli simili a quelli della Formula Uno, Giovanni Soldini sottolinea come: "Sicuramente il tempo passa e le cose cambiano: nel'72-'73 si poteva fare una regata intorno al mondo con una barca di serie e anche vincerla. Oggi sicuramente le cose non stanno più cosi'. Anche il mondo della vela è un mondo in evoluzione e velocemente: se non hai minimo 60 miliardi di lire di budget non si può neppure partecipare. Non penso però che sia qualcosa a cui ci si può opporre o che possa cambiare. Credo che le cose andranno avanti su questa strada e forse non è tutto negativo perché nel contempo si continueranno a creare delle regate alternative, dove si può continuare a correre come si faceva un tempo".