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Zanette ucciso da un'influenza

Eseguita l'autopsia del ciclista

03 Mag 2004 - 21:36

Secondo l'autopsia effetuata nella giornata di martedì, il ciclista Denis Zanette sarebbe morto a causa di una patologia cardiaca, forse congenita, aggravata da un'influenza bronchiale curata male. A rendere noto l'esito dell'esame è il sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Pordenone Antonella Dragotto, la quale ha precisato che gli esiti degli esami chimici e tossicologici non si conosceranno prima di un mese e mezzo.

L'autopsia è stata eseguita dal professor Santo Davide Ferrara di Padova insieme a un suo collaboratore, ed è durata più di due ore. La patologia che avrebbe afflitto il ciclista di Sacile, morto d'infarto a 32 anni venerdì scorso, si presume congenita anche in virtù dei precedenti familiari dell'atleta: sia il nonno che il padre di Zanette erano morti infatti in condizioni analoghe. Secondo il perito anatomopatologo una patologia di quel tipo sarebbe difficilmente diagnosticabile senza esami clinici invasivi, e per questo non sarebbe mai stata rilevata nel corso dei frequenti controlli medici ai quali il ciclista era sottoposto ogni anno.

In un primo momento la morte di Zanette ha fatto pensare a una conseguenza del doping, anche in virtù del fatto che il ciclista

era stato coinvolto nello scandalo scoppiato al Giro d'Italia del 2001 in seguito alla perquisizione delle stanze d'albergo dei partecipanti alla corsa, effettuata a Sanremo. Il suo nome compariva nell'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Padova, assieme a quello di altri 20 corridori e sette tra massaggiatori, amici, parenti e conoscenti. Ora la notizia che la morte sarebbe stata causata da una banale influenza trascurata, rende ancor più drammatici i contorni della vicenda.

Il patron della società ciclistica "Amore a vita", Ivano Fanini, da anni paladino della lotta al doping, appena giunta la notizia si è dichiarato sollevato dall'esito dell'autopsia: "Provo sollievo, per la famiglia e per il mondo dello sport - ha detto Zanini - che la morte del povero Zanette sia stata provocata da una malformazione congenita, ma il problema del doping nel ciclismo resta. Contro questo fenomeno bisogna intervenire in tutti i modi. E tutte le occasioni possono essere utili per parlarne e per cercare di risolvere il problema".

Il Pubblico Ministero ha anche dato il proprio consenso alla sepoltura e i funerali sono già stati fissati per dopodomani a Sacile, dove Zanette abitava con la moglie Manuela e le due figlie di 5 anni e otto mesi.