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Rupert Everett veste i panni di Oscar Wilde e racconta lʼorgoglio gay

"The Happy Prince" arriva nelle sale il 12 aprile, Tgcom24 offre una clip esclusiva

Un inedito ritratto del lato più intimo di un genio che visse e morì per amore. Rupert Everett veste i panni di Oscar Wilde in una reincarnazione-omaggio dello scrittore in "The Happy Prince, L'ultimo ritratto di Oscar Wilde". Con tanto di esordio alla regia di Everett. Tgcom24 offre una clip esclusiva della pellicola già passata fuori concorso alla Berlinale e che arriva nelle sale dal 12 aprile.

Nella stanza di una modesta pensione di Parigi, Oscar Wilde (Everett) trascorre gli ultimi giorni della sua vita e come in un vivido sogno i ricordi del suo passato riaffiorano, trasportandolo in altre epoche e in altri luoghi. Non era lui un tempo l’uomo più famoso di Londra? L’artista idolatrato da quella società che l’ha poi crocifisso? Oggi Wilde ripensa con malinconia alle passioni che l’hanno travolto e con tenerezza al suo incessante bisogno di amare incondizionatamente.

 

Rivive la sua fatale relazione con Lord Alfred Douglas (Colin Morgan) e le sue fughe attraverso l’Europa, ma anche il grande rimorso nei confronti della moglie Constance (Emily Watson) per aver gettato lei e i loro figli nello scandalo per l’ingiusta condanna della sua omosessualità. Ad accompagnarlo in questo ultimo viaggio solo l’amore e la dedizione di Robbie Ross (Edwin Thomas), che gli resta accanto fino alla fine nel vano tentativo di salvarlo da sè stesso e l’ affetto del suo più caro amico Reggie Turner (Colin Firth).

 

"Wilde è stato il primo a portare avanti il movimento gay. La parola omosessualità è diventata tale solo dopo la sua morte - dice Everett -. Lo stesso movimento LGBT inizia in realtà con lui. Credo così che la sua storia sia attuale e possa dare l'opportunità, come è stato per me, di fare un confronto tra quello che accadeva agli omosessuali allora e quello che accade oggi". Per fare questo film spiega l'attore "ho impiegato dieci anni solo per trovare i soldi, ma per me è stato anche un modo per restare nel mondo del cinema che mi aveva un po' messo da parte (dopo il suo coming out, ndr)".

Rupert Everett si trasforma in Oscar Wilde

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