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Cannes 2018, "The House That Jack Built" di Von Trier genera panico in sala

Lars von Trier torna ad agitare la Croisette. Il regista danese, che già era stato dichiarato "persona non gradita" alla kermesse nel 2011 dopo le uscite infelici su sue presunte simpatie naziste e per cui a nulla valsero le scuse e il chiarimento "non sono mai stato e non sarò mai un nazista", è stato riammesso a questa 71.ma edizione. Il suo film fuori concorso, "The House That Jack Built", è stato presentato in seconda serata e con lʼesplicita menzione "scene violente" sui biglietti di ingresso. In sala la reazione è stata particolare: immagini scioccanti di bambini uccisi e persone torturate hanno provocato scalpore, tra chi si è coperto gli occhi durante la proiezione e chi si è lasciato andare a grida di orrore e disgusto e se nʼè andato.
Il film, con Matt Dillon e Uma Thurman, racconta la storia di un serial killer che vuole fare delle sue vittime opere dʼarte. Con tratti anche ironici nel rappresentare i disturbi compulsivi di Jack Lo Squartatore, la pellicola sfocia nellʼorrore mostrando senza tabù scene di estrema violenza.

Cannes 2018, "The House That Jack Built" di Von Trier genera panico in sala

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Lars von Trier torna ad agitare la Croisette. Il regista danese, che già era stato dichiarato "persona non gradita" alla kermesse nel 2011 dopo le uscite infelici su sue presunte simpatie naziste e per cui a nulla valsero le scuse e il chiarimento "non sono mai stato e non sarò mai un nazista", è stato riammesso a questa 71.ma edizione. Il suo film fuori concorso, "The House That Jack Built", è stato presentato in seconda serata e con l'esplicita menzione "scene violente" sui biglietti di ingresso. In sala la reazione è stata particolare: immagini scioccanti di bambini uccisi e persone torturate hanno provocato scalpore, tra chi si è coperto gli occhi durante la proiezione e chi si è lasciato andare a grida di orrore e disgusto e se n'è andato.
Il film, con Matt Dillon e Uma Thurman, racconta la storia di un serial killer che vuole fare delle sue vittime opere d'arte. Con tratti anche ironici nel rappresentare i disturbi compulsivi di Jack Lo Squartatore, la pellicola sfocia nell'orrore mostrando senza tabù scene di estrema violenza.