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Grido: "I miei Segnali di fumo per urlare che esisto"

Il rapper presenta a Tgcom24 il nuovo abum che conta collaborazioni con Marco Masini e il fratello J-Ax

Grido: "I miei <i>Segnali di fumo</i> per urlare che esisto"

Diviso in due parti, una più contaminata (dai featuring) e una più intima, "Segnali di fumo" - come racconta a Tgcom24 - è forse "l'album più autobiografico" di Grido. Non a caso l'ex dei Gemelli Diversi e fratello di J-Ax sceglie di tornare al vecchio nome, con buona pace della fanbase. Si è preso il suo tempo Luca Aleotti, infischiandosene dei ritmi dettati dalla discografia, cercando se stesso, la scrittura e il modo giusto per fare rap. Il risultato sono 16 brani in cui duetta con Raige, Denti ma anche Chiaro Grispo e Marco Masini.

Perché "Segnali di fumo"?
E' uno schizzofrenico viaggio mistico all'interno di me stesso, c'è un senso di nostalgia nei confronti di quello che era un mondo meno asettico e anaffettivo. I segnali mi sono piaciuti come immagini, a parte il fatto che sono un metodo utilizzato per comunicare dagli indiani, mi piace il parallelismo con il rap e la sottocultura. Sono indice di saggezza e libertà...

 

Ci hai messo tanto tempo per questo album...
Mi sono liberato di alcuni meccanismi, ho chiuso le porte alla discografia. Ho creduto che fosse più giusto fare un disco pensato, è il disco della vita. Oggi se non sforni un video ogni tre mesi ti dimenticano... ma i successi hanno anche dei lati che ti fanno perdere delle cose, come amici e familiari... Non volevo fare più gli stessi errori.

 

A proposito di familiari, c'è un duetto con J-Ax in Gremlins, come è nata l'idea?
La mia fanbase non mi aveva ancora perdonato per non aver duettato con Ale e così ho pensato che per cantare con mio fratello avessi bisogno di un pezzo che facesse sballare e mi sono venuti in mente i Gremlins. Ci siamo formati di più con quei film che con i libri di filosofia... abbiamo giocato con le metafore... Dalla periferia alla città, dall'anonimato al successo... non come eroi di turno ma come il mostro protagonista del film, che puoi cercare di ingabbiare ma non ci riuscirai mai.

 

Con "Vaffanculo" di Masini come è andata?
L'ho fatta sentire a Marco e gli è piaciuta perché secondo lui ho spostato la polemica, non più contro la discografia come aveva fatto lui... mi ha detto che lancio dei messaggi e parole che mi assumono un valore diverso, più maturo e più legato a quello che sta facendo adesso anche lui... E' stata una bellissima collaborazione.

 

Perché così tante collaborazioni nel disco?
Me ne sono accorto tardi, erano tutti brani fighi e li ho tenuti...

 

La cosa che ti gratifica di più?
Quando un ragzzino ti ferma per strada e conosce la tua canzone, significa che hai lasciato un segno. Questo vale anche per i social, quando mi mandano una frase di una canzone tatuata sulla pelle mi fa sentre che una briciola può cambiare il mondo. 

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