spettacolo

A "Jazz Meeting" Maria Pia De Vito

Tgcom incontra la cantante

24 Set 2009 - 11:13

Maria Pia De Vito, una delle grandi voci femminili del jazz italiano, ospite questa settimana a "Jazz Meeting". La cantante intraprese l'attività dei concerti nel 1976: le prime esperienze le consentirono inoltre di sviluppare doti di strumentista, dedicandosi alla chitarra, vari strumenti a plettro e alle percussioni. Nel 1980 iniziò l'attività in ambito jazzistico e nel giro di pochi anni vi furono collaborazioni con riconosciuti musicisti: John Taylor, Ralph Towner, Rita Marcotulli, Ernst Rejiseger, Paolo Fresu, Norma Winstone, Steve Swallow, Gianluigi Trovesi.

Eccellenti le sue esperienze anche nella lirica, in particolare con il barocco e nella musica contemporanea. Il suo nuovo lavoro si intitola "Mind the Gap" e propone l'estrosa cantante in un ventaglio ancora più ampio di interpretazioni e "colori" musicali, come lei stessa ci ha spiegato... "In "Mind the Gap" - dice Maria Pia -, il mio desiderio era quello di fare un disco in cui venisse fuori il concetto di "gap" cioè di distanza senza confini precisi, con una musica non solo jazz, pop o elettronica, un disco che vuole essere anche un album d'autore. Inoltre in "Mind the Gap" tutti i musicisti mettono mano anche all'elettronica. che consente anche in ambito jazzistico nuove via all'improvvisazione, riuscendo a produrre anche suoni diversi dal normale".

L'elettronica quindi è stata un'ulteriore opportunità per allargare gli orizzonti...
Diciamo che sono tanti anni di pratica del jazz, a far si che ogni territorio sia buono da esplorare; è la mia abitudine ad ascoltare tante cose diverse che mi consente questa sintesi, tramite la voce e idee che provengono da luoghi diversi. "Mind the Gap" è la scritta che c'è nella metropolitana, invita a fare attenzione allo spazio tra treno e banchina, ma il gap anche tutto ciò che sperimentiamo, ad esempio quando dobbiamo prendere una decisione. Per il disco ho preso brani che parlassero proprio di questo, arrangiando cose che vanno da Jimy Hendrix ad Annie Lennox, utilizzando tutto il mio bagaglio di esperienze: dal jazz, alla musica indiana ed ho ascoltato anche molto rock, genere che sto scoprendo nella maturità e in "Mind the Gap" ho una tela grande e un "pennello" con molti colori 

"Mind the Gap" è stato presentato nei giorni scorsi a Roma a Villa Celimontana uno degli scenari classici del jazz nella capitale...
Sì, e l'esibizione di Roma ci ha dato la convinzione che il gruppo sta funzionando bene, dal momento che durante l'evento dal vivo c'è per noi la possibilità di proporre al pubblico una sperimentazione non fine a se stessa, ma con una vena di romanticismo.

Giancarlo Bastianelli