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"Pavarotti,illazioni su testamento"

Notaio di Pesaro sull'atto del 29/7

12 Set 2007 - 13:13

Il notaio Luciano Buonanno interviene a proposito dell'ultimo testamento di Luciano Pavarotti, redatto il 29 luglio scorso nella villa di Pesaro. Il "mistero" sul suo contenuto, specifica il professionista, si scioglierà solo con la pubblicazione dell'atto che potrebbe avvenire in tempi anche non brevi. Buonanno ha definito "illazioni" le notizie su presunti lasciti e ripartizioni pubblicate da alcuni giornali.

Secondo Bonanno, che ha stilato l'atto alla presenza di due testimoni e che aveva rapporti di conoscenza e professionali con Pavarotti e la prima moglie Adua Veroni, la rivelazione potrebbe però non avvenire in tempi brevi. Il testamento è nella sua cassaforte e qui rimarrà finchè uno degli eredi non chiederà la pubblicazione. Buonanno ha inviato due giorni fa l'avviso dell'esistenza dell'atto agli aventi diritto. Ma ritiene che questi non avranno fretta: ''Il lutto è ancora troppo recente e c'è troppa pressione mediatica. E comunque si tratta di persone che hanno i mezzi per andare avanti''.

''C'é troppo accanimento - osserva - su questa storia e sulla figura di un grande artista: già da prima che morisse ho ricevuto pressioni da un imprenditore intenzionato ad acquistare a tutti i costi la villa di Pesaro'', che sarebbe tornato all'assalto pochi giorni fa.

Quanto ad eventuali cambiamenti rispetto ad altri testamenti precedenti, Bonanno aggiunge: "Non so se ci siano stati.. E comunque potrebbero esserci anche 15 testamenti validi e non incompatibili fra loro''. Silenzio sulla possibilità che nel suo ultimo atto di volontà, Big Luciano si sia limitato a disciplinare alcune parti minori o lasciti secondari. Si tratta di un testamento pubblico: il contenuto, compresi nomi e firme dei testimoni che fanno parte dell'atto, potrà essere pubblicato quando uno degli eredi o legatari ne farà richiesta.

Per la denuncia di successione c'è tempo fino a un anno, trascorso il quale - in mancanza della pubblicazione - verranno applicate, nell'assegnazione dei beni, le disposizioni del codice civile e non quelle testamentarie.