spettacolo

Moretti, niente festival di Torino

Il regista: "Troppe complicazioni"

29 Dic 2006 - 20:38

Nanni Moretti non dirigerà il Festival di Torino. Lo ha comunicato lo stesso regista attraverso una nota: "Con molto dolore - ha detto - rinuncio all'incarico e vi lascio ai vostri problemi di metodo, ai contrasti procedurali, ai rancori personali". L'incarico era stato ufficializzato solo due giorni fa: "Purtroppo - ha spiegato Moretti - la mia presenza avrebbe complicato e non semplificato le cose".

''Pensavo che la mia candidaturapotesse aiutare un festival che ho sempre seguito e amato. Purtroppo, invece di semplificare, la mia presenza ha complicato le cose. Si è creata subito un'atmosfera di tensione, polemiche e accuse reciproche. Si è parlato di organizzare due festival concorrenti nella stessa città, qualcuno ha accennato a mancanza di etica, si è anche detto che io sarei stato lo strumento dei politici per soffocare l'indipendenza del festival. No, non ci siamo capiti. Forse mi avete confuso con qualcun altro. Io avrei messo con entusiasmo la mia faccia e il mio lavoro per sostenere un festival che seguo con piacere da tanti anni. Sono molto onorato - continua la nota di Moretti - di aver ricevuto l'incarico di dirigere il Festival di Torino e sono toccato dalla fiducia che tante persone mi hanno dimostrato. Avrei voluto fare un festival condiviso da tutti coloro che amano il cinema, purtroppo pero' questa vicenda nasce male, C'è come un'ombra che non mi farebbe lavorare con gioia ed entusiasmo. E quindi con molto dolore, rinuncio all'incarico e vi lascio ai vostri problemi di metodo, ai contrasti procedurali, ai rancori personali''.

CHIAMPARINO: "SPERO CI RIPENSI"
''Mi auguro che Moretti ci ripensi, perché il clima che si è creato in città è estremamente favorevole, direi addirittura entusiastico''. Questo il commento alla notizia del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino: ''Se ciò non dovesse avvenire - ha detto Chiamparino - questo sarebbe un segnale che dimostra che occorre superare certe baronie culturali torinesi che fanno solo del male alla città".