spettacolo

Ambiente, Bush è una... catastrofe

L'alba del giorno dopo,parla il regista

10 Mag 2004 - 16:05

"L'Amministrazione Bush cambia idea ogni giorno:una volta chiede alla Nasa di non commentare il film, il giorno dopo smentisce". A parlare è Roland Emmerich, autore de "L'alba del giorno dopo", film catastrofico dal quale la Casa Bianca non esce affatto bene. "Che un politico come il vicepresidente del mio film si ravveda, può accadere solo nella fantascienza" ha scherzato Emmerich presentando a Roma il film, incentrato su una nuova glaciazione.

"Questo film è diventato oggetto di dibattito nella campagna elettorale in America e per noi è un bene perché è tutta pubblicità...", ha ironizzato il regista di 'Independence day' e 'Godzilla' nella sede dell'Assessorato alle politiche ambientali ed agricole. Emmerich, da anni impegnato sul fronte ecologista, ha tuttavia ricordato in tono ben più serio il problema del surriscaldamento del pianeta, tema-cardine del suo film: "Negli Stati Uniti - ha affermato il regista - si parla poco di politiche ambientali ed è per questo che abbiamo voluto affrontare questo argomento attraverso un film con un alto livello spettacolare, così che molti più spettatori possano essere attratti al cinema".

La pellicola, che esce in contemporanea mondiale il 28 maggio, disegna nel modo più fosco e allarmante i danni provocati dall'innalzamento della temperatura terrestre: scioglimento delle calotte polari, sconvolgimento del sistema delle correnti e, infine, una nuova era glaciale nell'emisfero settentrionale della Terra. Nel film, tra i pochi ad accorgersi del pericolo imminente è il climatologo Jack Hall (Dennis Quaid), i cui appelli vengono tuttavia ignorati dalla Casa Bianca.

E il "verde" Emmerich non ci pensa due volte a sparare sull'attuale presidente Usa: "Mi auguro che vengano investiti gli stessi soldi che sono investiti adesso nelle armi - ha dichiarato il regista - Quando Bush ha vinto su Gore nelle ultime elezioni sono rimasto male, ho pensato che avesse vinto la persona sbagliata ". "Da molti anni - ha aggiunto il produttore della pellicola, Mark Gordon- vengono finanziati studiosi e scienziati che sostengono che l'uomo non c'entra niente con il riscaldamento dell'ambiente. Un po' la stessa cosa accaduta con le multinazionali del tabacco, quando dicevamo che non riguardava il tumore al polmone".

Ma la tesi de "L'alba del giorno dopo" è verosimile? Stiamo davvero andando verso una nuova glaciazione? "Quella del film - ha spiegato il professor Mario Tozzi, geologo conduttore di 'Gaia' e ospite fisso del programma di Fabio Fazio 'Che tempo che fa' - è un'ipotesi probabile o possibile. Se avverrà in modo più o meno rapido, sarà colpa degli uomini". La soluzione prima che sia troppo tardi? Ridurre del 50-60% le emissioni atmosferiche: l'accordo di Kyoto prevede un abbassamento del 5-6% e non tutti i Paesi sono d'accordo...