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Milano, morto Giuseppe Pontiggia

Lo scrittore stroncato da un collasso

07 Mag 2004 - 05:20

E' morto a Milano lo scrittore e critico Giuseppe Pontiggia. Era nato a Como il 25 settembre 1934. A stroncarlo è stato un collasso cardiocircolatorio. Accanto all'attività di scrittore si segnala il costante impegno critico con una serie di saggi su temi della narrativa classica e moderna  Fra le sue opere più note il romanzo "L'arte della fuga", pubblicato una prima volta nel 1968 e poi rivisto e ampliato nel 1990.

LA VITA
Giuseppe Pontiggia e' stato uno dei grandi della narrativa italiana contemporanea. Scrittore ma anche critico, era nato a Como nel 1934. La madre faceva l'attrice e il padre era un funzionario di banca. Sara' proprio lui a trasmettere al figlio la grande passione per i libri. Pontiggia trascorse la sua infanzia a Erba. E, dopo la morte del padre nel 1943, si trasferi' prima a Santa Margherita Ligure, poi a Varese e quindi a Milano dove si laureo' nel 1959 con una tesi sulla tecnica narrativa di Svevo. Il suo esordio come narratore avvenne nel 1959 con il lungo racconto autobiografico "La morte in banca", pubblicato sui Quaderni del "Verri" e in cui descrive la sua esperienza di impiegato di banca, che lo accomunava, curiosamente, ad altri grandi scrittori che avevano percorso lo stesso tragitto professionali (tra gli altri il grande Thomas Eliot). 

Seguirono "L'Arte della Fuga" (1968), pubblicato da Adelphi, e dieci anni dopo "Il giocatore Invisibile" (Premio Selezione Campiello 1978). Nel 1983 usci' "Il Raggio d'Ombra", un romanzo che confermo' la grande forza narrativa di Pontiggia. Poi arrivarono altre due opere che colpirono e affascinarono soprattutto per la loro struttura 'in serie': "La grande sera" che vinse il Premio Strega nel 1989 e "Vite di uomini non illustri". Un libro singolare e sorprendente che raccoglie una serie di biografie di gente comune, redatte nello stile del referto poliziesco e proposte con la stessa tipologia con cui si scrivono le vite di personaggi illustri. Originale anche la soluzione linguistica che riprende in forma allusiva i vari linguaggi con cui i personaggi hanno vissuto le loro vicende, unendoli a una riproduzione dei linguaggi d'epoca. 

Dopo essere arrivato in finale due volte al Campiello nel 1979 e nel 1994 con 'Il giocatore invisibile' e con 'Vite di uomini non illustri', l'incoronazione definitiva arrivo' nel 2001 quando Pontiggia si aggiudico' con un giudizio praticamente unanime il premio. Riconoscimento assegnato al libro autobiografico "Nati due Volte"  dove lo scrittore racconta in prima persona la drammatica storia del rapporto di un padre con il figlio disabile dalla nascita. Ma, come spiego' lo stesso Pontiggia, che negli ultimi anni aveva accentuato il suo impegno sul tema dell'handicap, "il vero tema del libro e' la disabilita' del padre che impiega 15 anni per capire e amare il proprio figlio. La madre, grazie ad una generosita' piu' istintiva, lo accetta subito. Il padre, con i suoi ideali di efficienza e prestazione, deve compiere un lungo percorso attraverso la stupidita' umana". 

"Nati due volte", fra l'altro,  sta per diventare un film con la regia di Gianni Amelio. Le riprese sono gia' iniziate a Berlino. Il titolo sara' 'Le chiavi di casa'. Pontiggia preferi' non interferire rinunciando a collaborare alla sceneggiatura. "Non vuole minimamente intervenire per la sua natura straordinaria e delicata", disse il presidente di Rai Cinema Giuliano Montaldo.  L'attivita' di Pontiggia non si e' mai esaurita nella Narrativa: nella prima parte della sua vita ha profuso il proprio impegno di critico con una serie di saggi riguardanti Pindarto, Lucano, Sallustio, Borges, Gadda, Siniscalchi raccolti da Adelphi nel 1984 in un unico volume "Il giardino degli Esperidi".

Nel 1991 e nel 1995 firmo' altre due raccolte di scritti saggistici di vario genere: "Le sabbie immobili" e "L'isola volante" dai quali emerge chiaro il legame tra le due attivita', narrativa e saggistica, dello scrittore. Pontiggia collaborava al 'Corriere della sera'. La sua ultima fatica e' "Prima Persona", una raccolta di brevi racconti, riflessioni e aforismi contro luoghi comuni, frasi fatte e vecchi modi di pensare. Bibliofilo appassionato possedeva 40 mila volumi: "Sono sempre stato - aveva detto - un lettore famelico".