"Il balletto è donna"
Il neoclassicismo di George Balanchine
Ventanni fa, il 22 gennaio del 1983, il mondo della danza perdeva uno dei coreografi neoclassici più importanti dello scorso secolo: George Balanchine. George Balanchine è in realtà la forma francese del suo vero nome, Georgi Balanchivadze. Era infatti un georgiano, nato nel 1904 da un compositore, e studiò presso la Scuola Imperiale di Danza a San Pietroburgo, diplomandosi nel 1921. Iniziò subito la carriera di ballerino: dal 1921 al 1924 fece parte del Teatro accademico di Stato dOpera e Balletto di Leningrado.
Parallelamente alla sua attività di danzatore, frequentò i corsi di pianoforte e composizione presso il conservatorio di San Pietroburgo. Già nel 1922 dimostrò il suo precoce talento coreografico, creando i primi balletti. Due anni dopo sfruttò loccasione di una tournée allestero per abbandonare lUnione Sovietica. Venne notato da Diaghilev, entrando così a far parte dei Ballets Russes. Dal 1925 Balanchine divenne il coreografo principale dei Ballets Russes, mentre la sua carriera di danzatore fu interrotta nel 1927 a causa di un infortunio al ginocchio. In quegli anni creò Pulcinella, Apollon Musagète e Il figliol prodigo: i primi due su musiche di Igor Stravinskij, suo grande amico, lultimo sulla partitura di Prokofiev. Rimase con Diaghilev fino alla morte di costui nel 1929; poi il gruppo si sciolse e Balanchine restò libero.
Ma la sua fama si era ormai diffusa ed egli ricevette numerose proposte, dai più importanti teatri. Negli anni successivi si recò quindi a Copenaghen, in qualità di maestro di ballo del Balletto Reale Danese; collaborò ad un film a Londra; lavorò per brevi periodi allOpéra di Parigi; nel 1932 fu chiamato a Montecarlo a dirigere la nuova compagnia dei Ballets Russes, fallita solo un anno più tardi. Grazie a Romola Nijinsky, la moglie di Vaslav, conobbe poi Lincoln Kirstein, un ricco americano appassionato di danza che invitò Balanchine a recarsi in America. Il sogno di Kirstein era importare la danza classica in America.
Balanchine accettò la proposta e si trasferì nel 1934 negli Stati Uniti, divenendo il direttore della Scuola dellAmerican Ballet di New York, che si trasformò poco dopo in una compagnia, per prendere infine il nome di New York City Ballet, nel 1948. Balanchine portò in America lo stile classico più puro, quale egli aveva appreso in Russia, allora e ancora oggi patria del balletto classico; il suo legame con la tradizione era molto forte e grande era la sua ammirazione per Marius Petipa, del quale voleva essere lerede. Tuttavia, in quegli anni in Russia si respirava unatmosfera innovatrice nel campo del balletto e Balanchine ne fu fortemente influenzato; già dalle sue prime creazioni emerse subito quellapproccio evolutivo alla danza classica che resterà nella storia.
Si può affermare che Balanchine gettò veramente un ponte tra passato e presente, tra il mondo sovietico e quello occidentale. La sua grandezza consiste nellaver rivoluzionato laccademismo, nellaverlo trasformato in una forma dastrazione, liberandolo dallemotività e dalla narrazione, riducendolo ad energia dinamica pura, andando al di là di qualsiasi condizionamento espressionista. Arrivò gradualmente allastrazione più pura, che nella danza significa limpidezza di linee ed eliminazione dei lussi e delle favole. Il movimento, unico protagonista delle sue coreografie, fu modernizzato attraverso lallungamento quasi esasperato delle linee del corpo, luso di posizioni angolate e molto incrociate, linserimento di disequilibri ed acrobazie. Non cambiò le pose della danza accademica: estese piuttosto le linee, ma questo semplice intervento trasformò la danza. Per Balanchine il movimento era un fine in sé, con lo scopo di provocare sensazioni visive; e il balletto era una questione spazio-temporale. Preferiva così scenografie spoglie e costumi essenziali, per dare risalto al movimento del corpo. La tecnica accademica (e quindi anche i danzatori) divenne uno strumento per costruire unimponente architettura dinamica astratta.
Per lui la danza classica era la geometrizzazione del movimento corporeo e la visualizzazione dinamica assoluta della musica. Resta celebre il suo detto: «Guardate la musica e ascoltate la danza». Daltra parte, la sua duplice formazione (coreutica e musicale), gli permetteva di curare attentamente il rapporto musica-danza; da buon musicista, riusciva facilmente a fare in modo che le sue coreografie rispettassero laspetto ritmico e melodico della musica, che fungeva quasi da narratore, allinterno di unatmosfera essenziale. I suoi balletti, assolutamente non narrativi, spesso prendevano il titolo della partitura musicale.
Utilizzò musiche di vario genere: classiche, moderne, jazz. Di particolare importanza fu lamicizia e la collaborazione con Igor Stravinskij, compositore di spicco del XX secolo, il quale affermava persino di capire le proprie partiture dalle coreografie di Balanchine; entrambi inoltre fecero apprezzare Ciaikovski in Occidente. Tra i balletti creati da Balanchine sulle musiche di Stravinskij, il più celebre è Apollon Musagète, del 1928. E ispirato ad un episodio della mitologia greca: la nascita del dio Apollo, cui rendono omaggio le tre muse Calliope, Polimnia e Tersicore. Apollo le guida e le istruisce, ciascuna nellarte che rappresenta (rispettivamente la poesia, la mimica e la danza); le tre muse danzano con i simboli della propria arte consegnati loro dal dio (Calliope con una tavoletta, Polimnia con una maschera e Tersicore con una lira) e, dopo un passo a due tra Apollo e Tersicore, sono condotte dal dio sul monte Parnaso.
Stravinskij lodò Balanchine per aver rispettato esattamente le sue intenzioni nella disposizione delle danze ed apprezzò la coreografia, in grado di rendere perfettamente quella bellezza, nobiltà, purezza ed eleganza proprie delle forme classiche cui sispirava. LApollon Musagète è infatti uno dei primi esempi di quello stile Neoclassico iniziato da Bronislava Nijinska e continuato da Balanchine, caratterizzato dalla sovrapposizione di nuove strutture su un impianto accademico Il ricordo della scultura greca delletà classica, nella sua perfezione e armonia di linee e di proporzioni, affiora inevitabilmente nella mente di chiunque assista ad una rappresentazione dellApollon Musagète. Balanchine riprese quellimpulso apollineo, proprio della cultura greca, quellideale di perfezione formale.
Anche la Modern Dance sispirava per vero al mondo greco, alla mitologia e alla tragedia (si pensi ad esempio a Martha Graham); ma ne metteva in evidenza laspetto dinamico, mirando ad esprimere linteriorità dellindividuo, la sua insofferenza sociale, riprendendo limpulso dionisiaco, esattamente antitetico a quello apollineo. Anche Stravinskij compì un ritorno al classicismo nella musica che compose per tale balletto. LApollon Musagète resta un capolavoro nella storia della danza.
Il primo balletto americano di Balanchine fu Serenade, creato per la Scuola dellAmerican Ballet nel 1934 sulla Serenata in Do per orchestra darchi, op. 48 di Ciaikovski. Serenade è quasi il racconto di una prova, con una ballerina che arriva in ritardo, unaltra che cade. Seguirono tantissimi altri lavori: Concerto Barocco, balletto concertante, privo di trama, nato direttamente dalla partitura della musica di Bach utilizzata; Ballett Imperial, omaggio a Ciaikovski e alla tradizione del Marijnskij; Quattro temperamenti, balletto astratto sulla musica di Paul Hindemith; Palais de Cristal, in cui si mette in evidenza il virtuosismo del corpo di ballo; Orpheus, su musica di Stravinskij, lettura semplice e raffinata del mito greco.
Nellimmensa produzione di Balanchine (circa 425 coreografie per il balletto), spicca inoltre Agon, su musica di Stravinskij, secondo capolavoro dopo Apollon Musagète. Agon è un balletto astratto, privo di una trama, senza scenario e con i costumi da studio (come quasi sempre accade nelle sue coreografie). Si tratta di una competizione tra danzatori, unesibizione agonistica, come suggerisce il termine greco, vera «metafora esistenziale della tensione e dellangoscia». Nel Sogno di una notte di mezza estate, invece, Balanchine ritrova il gusto del balletto narrativo, ispirandosi ovviamente alla trama dellomonima tragedia di Shakespeare. Tra le opere dedicate alla cultura americana sono infine da ricordare: Western Symphony, in cui Balanchine tentò di rendere lo spirito del West; Stars and Strips, una specie di parata condotta da quattro reggimenti in memoria di Fiorello La Guardia, famoso sindaco di New York; Who Cares?, in cui si ricrea latmosfera di Broadway, grazie anche alle musiche di George Gershwin. Certamente la fortuna e il successo di Balanchine erano legati anche agli eccellenti danzatori della sua compagnia, da lui stesso formati e cresciuti secondo le sue esigenze («è come formare un cavallo lipizzano»).
A differenza di quanto accadeva nei balletti classici, nelle coreografie di Balanchine non cè la preminenza assoluta delle étoiles, ma una visione complessiva di alta tecnica e bravura. Balanchine diede molto spazio alla bellezza dei corpi, più alti e slanciati, con una grande fisicità evidenziata dai costumi semplici; rivalutò i ruoli delle ballerine, che assunsero unimportanza primaria, per cui «il balletto è donna»; esaltò la lunghezza delle gambe femminili; valorizzò fino al limite le qualità dei danzatori Balanchine ha trasformato la danza classica, liberandola dagli inutili orpelli e adattandola al gusto contemporaneo; con lui è cambiata la fisionomia dei danzatori. Sui suoi principi si è sviluppata la tecnica del New York City Ballet, rivelatasi funzionale alla preparazione e allo studio dei ballerini e successivamente esportata anche in Europa
