Preda, torna il Crichton migliore
Istantanea del futuro ad alta tensione
Cè sempre della tecnologia che sfugge al controllo delluomo nella penna di Michael Crichton. Era così in Jurassic Park e accade lo stesso in Preda, ultima fatica per Garzanti dello scrittore nonché regista di Chicago. Se nel best seller degli Anni Novanta erano animali preistorici ad eludere il controllo e la brama di potere degli umani, stavolta a tagliare la corda è una moltitudine di micro-videocamere che, ideate a fin di bene, si trasformano presto in una minaccia per lumanità.
Fantascienza? Fino a un certo punto oggi, probabilmente rischio concreto tra qualche anno. Preda è la storia di un esperimento supersegreto nel Nevada condotto dalla compagnia Xymos Techonology. Protagonista è la ricercatrice Julia, madre e moglie in crisi. Suo il compito di sviluppare il progetto delle nanotecnologie, ossia di telecamere di quarta generazione in grado di sondare il corpo umano millimetro per millimetro. Presto i problemi di Julia oltrepassano lambito familiare: qualcuno (o qualcosa) dona la libertà alle micro-videocamere che possono spaziare a loro piacimento. Incontrollate e incontrollabili.
Le videocamere diventano quindi una minaccia, piccola (misurano cinque miliardesimi di centimetro) ma potenzialmente immensa. Di certo vanno neutralizzate il prima possibile dato considerato che, secondo il sistema Predprey quelle nanotecnologie sono programmate per inseguire qualsiasi bersaglio in movimento che cercasse di fuggire da loro
Avvicente e più documentato che mai, Michael Crichton ritrova la verve di un tempo, leggermente offuscatasi con Timeline e si ripropone come una sorta di guru della fantascienza. Potrebbe diventare anche un cult per gli appassionati del settore. Il libro scorre e intriga, con le giuste alchimie tra tecnologia e sentimenti umani. Tanto che sembra già la bozza di una sceneggiatura per il prossimo film dell'americano. (s.l.)
Michael Crichton
Preda
Garzanti
pagine 468, 18.5 euro
