La supplica a Pio XI di Edith Stein
La Chiesa parli contro il nazismo
Dopo l'apertura, voluta da Giovanni Paolo II, dell'Archivio segreto vaticano sulla Germania nel periodo del pontificato di Pio XI che va dal 1922 al 1939, ecco la prima sorpresa: la famosa lettera che Edith Stein scrisse nell'aprile del 1933 al papa per chiedere un intervento in favore degli ebrei. Riportiamo il testo integrale della supplica ripreso dal Corriere della Sera.
Il testo è un appello della studiosa ebrea, convertita nel 1922 al cattolicesimo, perché cessasse il silenzio della Chiesa riguardo alle pratiche di persecuzione messe in atto dai nazisti. Edith Stein scrisse quella lettera, che nessuno ha mai potuto leggere, prima di essere deportata ad Auschwitz dove morì nell'agosto del 1942. La Chiesa ha recentemente fatto santa questa martire di Auschwitz nel 1998. Ecco qui di seguito la lettera di Edith Stein, ebrea nata a Bratislava, filosofa e carmelitana:
"Padre Santo!
Come figlia del popolo ebraico, che per grazia di Dio è da 11 anni figlia della Chiesa cattolica, ardisco esprimere al padre della cristianità ciò che preoccupa milioni di tedeschi.
Da settimane siamo spettatori, in Germania, di avvenimenti che comportano un totale disprezzo della giustizia e dell'umanità, per non parlare dell'amore del prossimo.
Per anni i capi del nazionalsocialismo hanno predicato l'odio contro gli ebrei. Ora che hanno ottenuto il potere e hanno armato i loro aeguaci - tra i quali ci sono dei noti elementi criminali - raccolgono il frutto dell'odio seminato.
Le defezioni del partito che detiene il governo fino a poco tempo fa venivano mmesse, ma è impossibile farsi un'idea sul numero in quanto l'opinione pubblica è imbavagliata. Da ciò che posso giudicare io, in base ai miei rapporti personali, non si tratta affatto di casi isolati.
Sotto la pressione di voci provenienti dall'estero sono passati a metodi più "miti" e hanno dato l'ordine "che a nessun ebreo venga torto un capello".
Questo boicottaggio - che nega alle persone di svolgere attività economiche, la dignità di cittadini e la patria - ha indotto molti al suicidio: solo nel mio privato sono venuta a conoscenza di ben 5 casi.
Sono convinta che si tratta di un fenomeno generale che provocherà molte altre vittime. Si può ritenere che gli infelici non avessereo abbastanza forza morale per sopportare il loro destino. Ma se la responsabilità in gran parte ricade su coloro che li hanno spinti a tale gesto, essa ricade anche su coloro che tacciono.
Tutto ciò che è accaduto e che accade quotidianamente viene da un governo che si definisce "cristiano". Non solo gli ebrei ma anche migliaia di fedeli cattolici della Germania - e, ritengo, di tutto il mondo - da settimane aspettano e sperano che la Chiesa di Cristo faccia udire la sua voce contro tale abuso nel nome di Cristo.
L'idolatria della razza e del potere dello Stato, con la quale la radio martella quotidianamente la massa, non è un'aperta eresia? Questa guerra di sterminio contro il sangue ebraico non è un oltraggio alla santissima umanità del nostro Salvatore, della beatissima Vergine e degli Apostoli?
Non è in assoluto contrasto con il comportamento del nostro Signore e Redentore, che anche sulla croce pregava per i suoi persecutori? E non è una macchia nera nella cronaca di questo Anno Santo, che sarebbe dovuto diventare l'anno della pace e della riconciliazione?
Noi tutti, che guardiamo all'attuale situzione tedesca come figli fedeli della Chiesa, teiao il peggio per l'immagine mondiale della Chiesa stessa, se il silenzio si prolunga ulteriormente. Siamo anche convinti che questo silenzio non può alla lunga ottenere la pace dall'attuale governo tedesco.
La guerra contro il Cattolicesimo si svolge in sordina e con sistemi meno brutali che contro il Giudaismo, ma non meno sistematicamente. Non passerà molto tempo perché nessun cattolico possa più avere un impiego a meno che non si sottometta senza condizioni al nuovo corso.
Ai piedi di Vostra Santità, chiedendo la benedizione apostolica. Dott.ssa Edith Stein docente all'Istituto tedesco di Pedagogia scientifica presso il Collegium Marianum di Munster"
