Shia LaBeouf: "Quando bevo finisco in galera"
L'attore di "La regola del silenzio" confessa di avere una vita da cattivo ragazzo
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Shia LaBeouf, nelle sale con "La regola del silenzio" di e con Robert Redford, si sta trasformando da ex ragazzo prodigio lanciato da Spielberg in uno dei nuovi bad boy di Hollywood. L'attore si racconta a Marie Claire rivelando di avere un rapporto burracosco con l'alcol che spesso culmina con risse e galera.
"Alcuni crescono in mezzo all'alcol, io ho avuto intorno la marijuana tutta la vita. Sono figlio degli anni Ottanta - dice facendo riferimento al burrascoso rapporto con il padre, inquietante come il suo rapporto con l’alcol -. Passo lunghi periodi di totale sobrietà e non bevo mai per il sapore. Bevo con l’intenzione precisa di ubriacarmi. Sono un essere umano non perfetto e dopo aver girato per tre mesi mi capita di dire al coprotagonista: 'E' la notte giusta, amico. Lasciamoci andare'. E lo faccio fino in fondo. Di solito fino a una cella".
Non scherza. E' finito in diverse risse al bar. "Lo so, non dovrei lasciarmi andare in pubblico. Impari vivendo. Non sono un genio e ci vuole un genio per imparare dagli errori fatti da altri".
