Il teatro, gli attori e l'Intelligenza Artificiale (AI)
Quale sarà il futuro professionale di attrici e attori?
di Marco Calindri marcocalindri@libero.it
Andrea Lorenzon (consulente web) info@digitaltools.it
Pur riconoscendo all’Intelligenza Artificiale indiscussi benefici sociali e scientifici, non si possono sottovalutare le legittime preoccupazioni di quanti vedono, in questa nuova tecnologia, la minaccia di una riduzione, se non addirittura l’eliminazione, di alcuni lavori e attività professionali nei più differenti ambiti.
Queste insicurezze serpeggiano da tempo anche nel mondo dello spettacolo dove, chi opera nel cinema, nel teatro, nel doppiaggio e della pubblicità, avverte il rischio che presto l’Intelligenza Artificiale possa sostituire, di fatto, l’utilizzo professionale di attrici e attori.
Il cinema realizza già personaggi di animazione con sembianze umane, lasciando agli attori reali, quando va bene, soltanto la fase del doppiaggio.
Ma, come sanno bene i doppiatori, con opportuni programmi digitali, a breve, potrebbe non essere più necessaria la loro prestazione artistica.
Il mondo della pubblicità, con modalità sempre più sofisticate, utilizza sistemi digitali sempre più efficaci e convincenti per propagandare i vari prodotti commerciali, senza dover ricorrere a personaggi 'in carne e ossa'.
E gli attori che recitano sui palcoscenici dei teatri? Quale avvenire sarà loro riservato?
E’ stato chiesto all’Intelligenza Artificiale quale potrà essere il futuro degli spettacoli teatrali e dei loro protagonisti.
La risposta è stata che la tecnologia digitale non potrà mai sostituire quel rapporto speciale che si crea ogni sera tra gli attori e pubblico in sala che, da sempre, è alla base della magia del teatro.
Insomma, per il momento, il teatro e i suoi interpreti, sembrano sfuggire a questa valanga tecnologica.
