Sandra Milo al "Gioco dei 9" nel 1989
L'attrice si è spenta a 90 anni nella sua abitazione tra l'affetto dei suoi cari
Era il 1989 quando Sandra Milo partecipava al "Gioco dei 9", il quiz televisivo di Canale 5 (poi spostato su Italia 1) condotto da Raimondo Vianello. Solare, ironica e mai banale, l'attrice scherzava con il conduttore e diceva: "Vorrei cambiare lavoro, tu che conosci tanta gente potresti indirizzarmi? Vorrei fare come professione la miliardaria".
La musa di Federico Fellini si è spenta a 90 anni nella sua abitazione tra l'affetto dei suo cari come aveva richiesto. A renderlo noto è la famiglia. Sandra Milo è stata una delle attrici più popolari del cinema italiano. Ha debuttato al cinema accanto ad Alberto Sordi nel film "Lo scapolo". Il primo ruolo importante è arrivato nel 1959, a quattro anni dal suo debutto, al fianco di Vittorio De Sica nella pellicola di Roberto Rossellini "Il generale Della Rovere". È stata la musa di Federico Fellini che la chiamava "Sandrocchia". È stata protagonista di due capolavori "8½" del 1963 e "Giulietta degli spiriti" del 1965 e con il regista ha condiviso anche un grande amore.
L'attrice non si è mai allontanata dai riflettori, solo sei mesi fa ha posato in costume per un servizio fotografico realizzato da Matteo Basilé per la rivista "Flewid Book". Il tema del progetto, realizzato nel mese che celebra il Pride, era "Abbraccia te stesso, la più grande rivoluzione". Alle critiche ricevute sui social, dove l'attrice aveva condiviso alcuni scatti del servizio, Sandra Milo ha risposto con: "Aprite la mente". "Mi scrivono che dovrei fare solo la pensionata e badare ai nipoti, lasciando spazio alle nuove generazioni (beninteso, nessuno glielo vuole togliere) - ha dichiarato -. Io sono stata solo un mezzo, un tramite, come rappresentante della terza età, attraverso il quale rivendicare il diritto di essere riconosciuti e accettati dalla famiglia, dalla società, dall'altro da sé, dalle istituzioni, dal sistema giuridico. Non bisogna essere necessariamente giovani, magri, bianchi, eterosessuali, privi di disabilità per sentirsi parte di un tutto".
