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Fondazione Forma 2 mostre

Phil Stern e Erwin Olaf

14 Lug 2010 - 18:02

Vite private di Erwin Olaf

Vero genio della moderna fotografia di ritratto, l’olandese Erwin Olaf mischia in modo unico il reportage giornalistico con la foto realizzata in studio e il ritratto posato.
Le sue immagini, sempre perfette, sono il frutto di una creazione unica, di una intelligenza viva, in grado di progettare e realizzare per ogni fotografia, così come per ogni fotogramma di un film, una storia elaborata e avvincente.
La scena preferita da Erwin Olaf è la dimensione privata: l’interno delle case, i colloqui quasi silenziosi, gli sguardi e le atmosfere, spesso ispirate ai film anni Cinquanta, in cui fa muovere i protagonisti delle sue creazioni.
In questi ultimi anni, Erwin Olaf è diventato inoltre uno dei più ambiti e richiesti autori di film commerciali e pubblicità: innumerevoli sono le campagne pubblicitarie per grandi marchi.
La mostra a Forma è la sua prima, grande, personale in Italia e  presenta sei tra le ultime e più significative serie realizzate: Rain, Hope, Grief, Fall, Dawn e Dusk e Hotel.

I soggetti di Hope (2005) e Rain (2004) rimandano direttamente agli stereotipi americani che la tradizione cinematografica ci ha trasmesso. In una scenografia quasi da Technicolor, i boy-scout, le ragazze pon pon o le casalinghe vivono una dimensione di vicinanza e assenza con gli oggetti contigui alla loro esistenza e lasciano l’osservatore in bilico tra esistenze vissute o solo sognate.
Anche le immagini di Grief, del 2007, sembrano sollevare una serie di questioni: le persone piangono oppure fissano in modo enigmatico fuori dalla finestra, come in attesa di qualcosa che debba venire a cambiare la propria vita.
Gli occhi semiaperti, i modelli della serie Fall evocano una dimensione ancora più straniata. Sono colti mentre i loro occhi si abbassano e non guardano in macchina, come se le immagini fossero i momenti “sbagliati” di una sessione di posa. Questo momento non voluto - quasi un lapsus della visione – crea un’assenza conturbante e Fall sembra così essere la naturale conseguenza delle serie precedenti: una quantità di mute domande che, si affollano alla mente dello spettatore.
Dusk e Dawn, invece, sono frutto di un processo diverso. La genesi delle serie è nata dopo che l’artista, negli Stati Uniti, ha potuto ammirare un album di fotografie di studenti afroamericani dei primi del Novecento, "The Hamptons Album", realizzato dalla fotografa Frances B. Johnston. Affascinato da queste immagini, Olaf ha voluto ricostruire quelle atmosfere, giocando sui temi del nero tipografico e fotografico. Dawn è una logica risposta a Dusk. Questo lavoro a colori, si basa su un altro viaggio di Olaf, questa volta in Russia e situa i personaggi, dalla pelle chiara e quasi evanescente, in stanze luminosissime e vuote, immerse quasi in una ”notte bianca” polare. Le serie saranno accompagnate dai film corrispondenti.
 
La mostra è completata dalle ultime immagini cerate da Erwin Olaf: quelle splendide della serie Hotel.


"Quando lavoravo a RAIN, HOPE e GRIEF, non sono perfettamente sicuro di cosa volessi dire. Ora sto crescendo. Ho più dubbi e non so dove il mio lavoro mi porterà. Sento di stare esplorando. Quando realizzavo la serie DUSK ancora non conoscevo le risposte. Ora che ho terminato DAWN, capisco finalmente cosa volevo dire. Non penso di poterlo esprimere a parole, ma credo di saperlo. La cosa migliore, è quando alla fine di tutto rimane un punto interrogativo."

Erwin Olaf


Sulla Scena di Phil Stern

Decano della fotografia, maestro del reportage in bianco e nero, Phil Stern, classe 1919, ha immortalato nella sua lunga carriera di fotoreporter , innumerevoli grandi divi del cinema e dello spettacolo americano.
Amico personale di James Dean, sue sono tra le foto più significative del grande attore prematuramente scomparso. Così come suo è forse uno dei ritratti più intensi di Marilyn Monroe e innumerevoli foto di scena. Anche le immagini di Louis Armstrong, Ella Fitzgerald e dei grandi del Jazz, o le incredibili sequenze dedicate a Frank Sinatra, portano la sua firma.
 
Ma Phil Stern è molto di più di un fotografo al quale è capitato di trovarsi “nel posto giusto al momento giusto”. Il suo stile è inconfondibile, misto di intelligente ironia, sapiente composizione formale e rapidità di osservazione. Ciò che caratterizza le sue foto irripetibili è quel miscuglio contraddittorio di ironia e distacco, ammirazione ed empatia che Stern sente ed esprime nei confronti del soggetto che fotografa.
La sua Hollywood (quella dell’epoca d’oro delle majors e dei grandi divi che imponevano il loro stile e il loro sorriso al mondo intero) è allegra e spensierata ma anche insolita e bizzarra, patinata e perfetta eppure, improvvisamente, fragile, dolce e disarmante.
Negli scatti di Phil Stern, presentati a Forma e per la prima volta in una personale italiana, si rivive il senso di quegli anni e di quei protagonisti. Se da una parte l’autore osserva il “dietro le quinte”, smitizzando il soggetto e dissacrandolo, dall’altro subisce lui stesso il fascino di un’industria, dei suoi modelli creati ad arte, dei riflettori sempre puntati sul palcoscenico – anche quando la scena sembra spenta.
 
Phil Stern nasce da una famiglia di ebrei russi immigrati negli States, cresce a New York, nel Bronx. Nel 1939, dopo aver lavorato come ragazzo di bottega in un laboratorio fotografico, inizia a lavorare come fotografo free-lance per il Friday: comincia così, ufficialmente, la sua carriera. Lavora per Life, Collier’s, Look. Inizia a lavorare a Los Angeles sui set cinematografici. Segue Orson Welles in Citizen Kane.
Nel frattempo, gli Stati Uniti entrano in guerra e Phil nel 1941 parte per il fronte. Dopo un breve periodo a Londra, trascorso a ritrarre gli ufficiali (attività che lo annoiava a morte), Phil si arruola volontario nei Derby’s Rangers e parte per il Nord Africa.
Viene gravemente ferito in Tunisia, si rimette in piedi e torna di nuovo al fronte, questa volta come corrispondente di guerra per la rivista delle forze armate Stars and Stripes. Segue lo sbarco degli alleati in Sicilia ma poco dopo torna in patria a causa delle ferite riportate. Il governo americano, in cerca di eroi, lo decora con la  medaglia “purple heart”: Phil Stern vive un breve momento di gloria. Nel frattempo, l’industria del cinema americano appare più fiorente che mai e Phil, che ama stare sempre dove la vita è frenetica, si trasferisce definitivamente a Hollywood dove realizzerà i ritratti più famosi delle celebrities dell’epoca, ritratte sulla scena dei film che interpretavano, dietro le quinte e in rari momenti di intimità che Stern riesce a ritrarre e a raccontare con una freschezza e un’ironia che diventeranno il suo marchio di fabbrica. Nel 1945 sposa Rosie da cui ha 4 figli.
 
Il resto è storia della fotografia e la storia di un grande maestro dell’immagine.

CONTRASTO EDITORE

Phil Stern
SULLA SCENA
 A cura di Alessandra Mauro
 
24x30 cm
96 Pagine
69 Fotografie in b/n
Rilegato
35 euro
 
Sulla scena è il libro che accompagna la mostra omonima in programma alla Fondazione Forma per la Fotografia dal 17 giugno al 12 settembre 2010.
Si tratta del primo volume che presenta l’opera di Phil Stern al pubblico italiano.
 
Il libro raccoglie i più noti ritratti iconici delle star di Hollywood che hanno reso famoso Stern. Si pensi a tutte le serie famose dedicate a James Dean, Marylin Monroe e Frank Sinatra, insieme alle immortali immagini degli artisti di Jazz, da Ella Fitgerald a Miles Davis.
 
Negli scatti di Phil Stern si rivive il senso della scena di Hollywood (“On the stage”), con tutta la sua magia e i suoi protagonisti. E nello stesso tempo, si celebra il bianco e nero strepitoso di un maestro del genere.
 
Phil Stern, classe 1919, ha collezionato nella sua carriera innumerevoli premi e riconoscimenti. É stato attivo su molti set cinematografici del dopoguerra e le sue fotografie hanno rappresentato una visione unica e straordinariamente incisiva dei film più importanti.


Erwin Olaf
VITE PRIVATE
A cura di Alessandra Mauro
 
24x30 cm
96 Pagine
Rilegato
45 Fotografie a colori
35 Euro
 
Vite private di Erwin Olaf è il libro che accompagna la mostra in programma alla Fondazione Forma per la Fotografia di Milano che sarà esposta dal 17 giugno al 12 settembre 2010. Il volume rappresenta il primo omaggio italiano al grande fotografo Erwin Olaf.
 
Vero genio della moderna fotografia di ritratto, l’olandese Erwin Olaf mischia il reportage giornalistico con la foto realizzata in studio e il ritratto posato. La scena preferita da Olaf è la dimensione privata: l’interno delle case, i colloqui quasi silenziosi, gli sguardi e le atmosfere, spesso ispirate ai film anni Cinquanta, in cui fa muovere i protagonisti delle sue creazioni. Le sue immagini, sempre perfette, sono il frutto di una creazione unica, di una intelligenza viva, in grado di progettare e realizzare per ogni fotografia, così come per ogni fotogramma di un film, una storia elaborata e avvincente.
 
Nato in Olanda nel 1959, Erwin Olaf ha tenuto importanti mostre personali in prestigiose istituzioni in Europa e negli Stati Uniti. Nel 1988 ha vinto il premio Giovani Fotografi Europei in Germania, nel 1998 il Leone d’argento a Cannes per la campagna pubblicitaria della Diesel e di nuovo nel 2001 per la campagna pubblicitaria della Heineken. Una sua foto è stata scelta come manifesto della Biennale di Valencia 2001. Ultimamente si dedica anche alla videoarte e nel 2006 il suo film “Le derniercri” è stato premiato all’International Film Festival di Rotterdam.

Vite private di Erwin Olaf
Sulla Scena di Phil Stern

Dal 17 giugno al 12 settembre 2010

UFFICIO STAMPA FORMA
piazza Tito Lucrezio Caro,1
20136  Milano
02 58118067
www.formafoto.it <http://www.formafoto.it
 
Fondazione Forma per la Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro, 1
20136 Milano