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Finzi, fascista da capro espiatorio

Pagò da innocente l'omicidio Matteotti

09 Lug 2004 - 16:26

Partito per Milano senza arte né parte in cerca di fortuna, Aldo Finzi, figlio di un facoltoso ebreo di Rovigo, diventa, grazie alle sue indiscusse capacità, uno dei personaggi di spicco del primo fascismo. Eroe della Prima guerra mondiale (fu, insieme a D'Annunzio, tra i coraggiosi aviatori del beffardo volo su Vienna), aderisce al fascio e viene eletto deputato. È al fianco del Duce alla Marcia su Roma, e probabilmente è proprio grazie a Finzi che Mussolini, rifiutando l'accordo con il presidente del Consiglio designato, Antonio Salandra, ottiene dal re l'incarico di formare il nuovo governo.

E così il giovane Finzi ottiene la poltrona di sottosegretario all'Interno e, più tardi, l'incarico di Commissario della neonata Aeronautica militare e di presidente del Coni. Ma all'indomani dell'omicidio del leader socialista Giacomo Matteotti, Finzi, benché del tutto estraneo al delitto, viene scelto dal Duce quale agnello sacrificale ed è costretto a dimettersi.Ritiratosi a vita privata a Palestrina, Finzi viene arrestato dai tedeschi perchè sospettato di far parte di una banda partigiana.

Mentre si trova in cella a Regina Coeli, l'attentato di via Rasella segna la sua sorte: l'ex sottosegretario viene scelto per essere una delle vittime della rappresaglia tedesca. E così anche lui, fascista della prima ora, viene trucidato, con altre 334 persone, alle Fosse Ardeatine.

In "Aldo Finzi", Domizia Carafòli e Gustavo Bocchini Padiglione ripercorrono la vita del giovane rodigino, uno dei personaggi più importanti e meno conosciuti della storia del fascismo, dall'esordio politico alla drammatica morte nelle cave sulla via Ardeatina. È un libro dalla scrittura scorrevole, che si legge d'un fiato, la biografia di Finzi, con ampi squarci sul clima degli anni tra il '15 e il '25. Ma che, alla fine, lascia un po' d'amaro in bocca: l'arresto, la reclusione, l'attentato dei gappisti in via Rasella, l'eccidio, tutto è liquidato in una trentina di pagine, poco più dello spazio dedicato all'infanzia e alla giovinezza di Finzi.

E per un libro il cui sottotitolo è "Il fascista ucciso alle Fosse Ardeatine" è un po' poco. Globalmente, comunque, il giudizio non può che essere positivo.

Luca Rigamondi

Domizia Carafòli - Gustavo Bocchini Padiglione

"Aldo Finzi - Il fascista ucciso alle Fosse Ardeatine"

ed. Mursia

272 pagg.

€ 16,30