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E' battaglia delle gomme

Bridgestone e Dunlop contro la Michelin

06 Mag 2004 - 23:09

Gli appassionati del Motomondiale hanno ancora in mente le spettacolari derapate di Valentino Rossi e le uscite di curva a gomme fumanti delle Ducati di Loris Capirossi e Troy Bayliss a Jerez. Proprio i pneumatici sono diventati parte determinante dei successi o meno di un pilota nella classe MotoGP, dove le nuove quattro tempi da ben oltre 200 cavalli costringono i costruttori a una lunga rincorsa alle prestazioni. Al solo secondo anno di vita della regina delle due ruote, i gommisti impegnati nel campionato iridato sono stati costretti a rivoluzionare tutte le mescole, tanto che in questo primo scorcio della stagione 2003 tutti i protagonisti dei GP hanno optato per scelte praticamente obbligate riguardo ai pneumatici. Troppa la potenza delle loro moto per poter utilizzare delle gomme più soffici senza rischiare di ritrovarsi sulle tele già a metà gara. Se la Michelin ha il monopolio pressoché totale della griglia di partenza, è altrettanto vero che all’orizzonte si sta facendo vedere la Bridgestone.

Proprio a Jerez, Makoto Tamada, investito del ruolo di collaudatore in corsa del costruttore anglo-giapponese, ha ottenuto con la Honda il suo miglior risultato da debuttante (sesto) mettendo in mostra l’elevato potenziale della Bridgestone. In attesa che anche la Proton KR (l’altra squadra che utilizza le gomme nipponiche) metta in pista la sua 4T, proprio Tamada potrebbe interrompere il dominio della Michelin che, sinora, ha vinto tutte le gare dalla nascita della MotoGP (19). Difficilmente potrà farlo quest’anno la Dunlop che si è legata alla Kawasaki (oltre che alla privatissima Harris-WCM). Un matrimonio che sembra aver pesantemente penalizzato entrambe le parte, ciascuna alle prese con grossi problemi che stanno tarpando le ali ad entrambi i progetti. E dire che proprio la Dunlop ha firmato l’ultimo successo non Michelin nella classe regina. A regalare questa soddisfazione fu il neozelandese Simon Crafar che nel 1998 vinse, dominando con la sua Yamaha, il GP d’Inghilterra dell’allora 500 a Donington Park mettendosi alle spalle un certo Michael Doohan con la Honda. Ma ormai sono passati cinque anni