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Monza commemora Pasolini e Saarinen

Trenta anni fa la tragedia in gara

06 Mag 2004 - 23:04

Erano in tanti all'autodromo di Monza per deporre un fiore in ricordo di Renzo Pasolini e Jarno Saarinen, due dei piloti piu' amati del motociclismo, scomparsi 30 anni fa in un incidente durante il Gp delle Nazioni 250 su questa pista. C'erano anche le vedove Anna Pasolini, con il figlio Renzo jr., e Soili Saarinen, il dottor Claudio Costa, medico del motomondiale, i dirigenti dell'autodromo monzese, tra cui Giorgio Beghella Bartoli e Alfredo Grandi, oltre a tanti tifosi e vecchie glorie del motociclismo.

La cerimonia, durata un'ora circa, si e' svolta alla curva 'Biassono', la ex 'curva Grande' dove i due centauri ebbero l'incidente fatale. Mazzi di fiori sono giunti anche dai fanclub di Pasolini e Saarinen. "Anna Pasolini e il figlio Renzo - ha raccontato il dottor Costa - hanno preso a braccetto Soili e si sono incamminati dal rettilineo verso quel curvone teatro trent'anni fa di una grande tragedia. Hanno deposto dei fiori, credo che in questi 30 anni abbiano scalato una montagana di sofferenza e solo oggi posso dire di essere su una vetta e vedere presente e futuro in maniera diversa, per assolvere quella tragedia da innocenti. Io ho deposto un solo fiore simbolico, a nome di tutti coloro che avrebbero voluto essere qui".

Quel 20 maggio 1973 nel Gp delle Nazioni, quarta prova del Mondiale, Pasolini e Saarinen avrebbero dovuto darsi battaglia per il titolo 250. L'anno prima il "Finlandese Volante" aveva conquistato l'iride beffando di un solo punto il "Paso". Ventotto anni il nordico della Yamaha, 35 il riminese su Aermacchi-Harley Davidson, erano i piloti piu' amati del momento. Entrambi spettacolari e coraggiosi, conquistarono il cuore degli appassionati dell'epoca: tra loro anche il padre di Jarno Trulli, che proprio a Saarinen deve il suo nome. Quanto a "Paso", padre dello stile di guida moderno, di corpo, basti dire che la sua rivalita' con Agostini era paragonata a quella tra Coppi e Bartali. Due volte vicecampione del mondo (nel '68 in 350, nel '72 in 250), Pasolini aveva conquistato molti titoli nel campionato italiano battendo spesso "Ago".

Saarinen invece proveniva dalle corse sul ghiaccio. Nella sua breve carriera nel mondiale si era meritato il titolo della quarto di litro nel '72. Nel '73 avrebbe potuto diventare campione sia in 250 che in 500: nella quarto di litro, infatti, si era aggiudicato le prime tre gare in sella alla sua Yamaha (due le vittorie in 500), dimostrando di essere uno dei pochi in grado di fermare lo strapotere di Agostini e della MV Agusta. Quel 20 maggio, pero', sul Curvone di Monza si cancello' tutto. La giornata inizio' con la gara delle 350, dove Pasolini fu protagonista di un'incredibile rimonta su Agostini in fuga, prima di uscire alla Parabolica a pochi giri dalla fine usci' e gettare al vento la vittoria. Smaltita la rabbia, Pasolini si rimise in sella per la gara delle 250. Il suo avversario era Saarinen. Pronti, via e al primo giro ben 15 piloti rimasero coinvolti in un incidente alla curva Grande: Pasolini, in testa, grippo' il motore, cadde a terra e fini' violentemente contro il guard-rail; la sua moto falcio' Saarinen, che si schianto' anche lui contro le barriere. Si innesco' cosi' una carambola micidiale, un groviglio di moto e piloti a terra, mentre le balle di paglia poste intorno al tracciato prendevano fuoco. La corsa venne sospesa, mentre i due piloti morivano per le ferite riportate. A Pasolini poche settimane dopo verra' attribuito il suo ultimo titolo italiano, questa volta postumo.