weekend

Domenica si sopprime il feudatario

Succede a San Giorgio di Susa (Torino)

06 Mag 2004 - 13:28

La Soppressione del Feudatario rappresenta uno dei momenti più suggestivi dell'intero folklore valsusino. La rievocazione, imperniata su un evento storico riferito all'epoca Medioevale, coglie  lo spunto dalla ribellione contadina contro le pretese del signorotto locale di esercitare lo "Jus primae noctis"...

Domenica 27 aprile si terrà a San Giorgio di Susa, in provincia di Torino, la rievocazione storica della Soppressione del Feudatario. Il programma, dalle 10 del mattino, prevede la processione e la messa in onore di San Giorgio Martire con la partecipazione degli Spadonari, del Conte e della Contessa e degli Sposi che distribuiranno la "Carità" (il pane benedetto). Alle 15.30, sugli spalti del castello, sarà invece il momento della 74ª edizione della rievocazione storico-leggendaria de "La Soppressione del Feudatario".
La rievocazione storico-leggendaria in cui si inserisce il crudo abuso dello "Jus primae noctis" è stata rappresentata per la prima volta sulle alture del castello medievale nel 1929. Artefice della creazione di questa rappresentazione fu l'allora parroco di San Giorio il canonico Attilio Bar. Tuttavia a San Giorio, sin dai secoli precedenti, era consolidata la tradizione della Danza delle Spade eseguita dagli Spadonari. L'origine di questa tradizione degli Spadonari è alquanto fantasiosa ed incerta e viene fatta risalire al culto ed ai riti della fertilità della terra, professati dalle più antiche comunità pagane al di là ed al di qua delle alpi Cozie.

La data chiave della festa patronale di San Giorio rimane quella del 1929. Precedentemente a quell'anno gli Spadonari rappresentavano l'elemento centrale della festa patronale. In una località alla periferia del paese, detta Pra Paravì, gli Spadonari divisi in due schiera, l'una del Feudatario e l'altra del Vendicatore, si affrontavano in un combattimento, il tiranno fuggiva su un ciliegio e veniva raggiunto ed ucciso, quindi resuscitato da un buon bicchiere di vino. La festa antica aveva poi ancora la sua componente religiosa, con la processione della statua del santo Patrono San Giorgio martire cui partecipavano gli Spadonari e l'Abbadia. L'Abbadia di San Giorio era costituita dalla Mignona, che rappresentava la sposa del vendicatore, da due Abbadesse, raffiguranti la madre e la madrina della Mignona; dai Mignoni o paggetti che ne erano la scorta; dall'Abbà, il priore della festa, accompagnato dall'Abbà dell'anno precedente e venturo.

Attorno a questa antica forma di folklore nel 1929 il canonico Attilio Bar ideò il copione che ancora oggi viene rappresentato. Accanto alle figure degli Spadonari, della Mignona e dell'Abbà, inserì nuovi personaggi, sceneggiò la storia avvalendosi dello splendido scenario naturale costituito dal castello medioevale e fece ricorso anche a canti e balli della tradizione popolare sangioriese. Nacque così la rievocazione storico-leggendaria de "La Soppressione del Feudatario", in cui gli Spadonari hanno perso il loro significato originario, assumendo quello di guardie armate del conte, ma ciò non esclude che le loro danze armate continuino a rappresentare il principale oggetto di attrazione della festa.
Testo redatto da Luca Giai

LA SOPPRESSIONE DEL FEUDATARIO
Rievocazione storico-leggendaria
1929-2003: 74 anni di festa al castello

San Giorgio di Susa - Torino
Informazioni
Luca Giai, tel. 0122.48907
lucagiai@lunanuova.it