Verdone scende dal lettino
Da venerdì al cinema il nuovo film
Lo dice una voce fuori campo durante il trailer: "non c'andate in analisi: è un'utopia". E' il nuovo credo di Carlo Verdone, guarito definitivamente nella vita reale dalla necessità di ricorrere a medici, non nel film in uscita venerdì "Ma che colpa abbiamo noi": ancora una volta uno stile tragi-comico per raccontare le avventure di un gruppo di pazienti in analisi da anni...
Si ricompone finalmente sullo schermo una delle coppie più riuscite della commedia all'italiana: Margherita Buy, ancora nevrotica, e Carlo Verdone, ancora in analisi e pieno di insicurezze, già protagonisti di "Maledetto il giorno che t'ho incontrato". La trama: a causa della morte del loro analista, otto pazienti legati dallanalisi di gruppo continuano a vedersi per proseguire da soli le loro sedute, autogestendosi. E allora via, in un crescendo di fobie, ansie, crisi di panico, di nervi, di momenti di catalessi, depressione e mania, in un susseguirsi di sketch degni del miglior Verdone. Non sbaglia infatti questa volta il regista romano, tornando al filone che più gli è caro, ed affidandosi un'altra volta a Margherita Buy.
Lei, attrice di successo di una nuova frangia del cinema italiano, dopo aver interpretato piccoli gioielli come Fuori dal mondo, Le fate ignoranti e Il più bel giorno della mia vita (per Piccioni il primo, per Ozpetek il secondo e la Comencini il terzo), torna ad interpretare quella tipologia di personaggio che l'ha resa famosa e apprezzata al pubblico italiano. Con più ironia e distacco. Gli altri interpreti: Anita Caprioli, Antonio Catania, Lucia Sardo e Stefano Pesce. Ideale per ridere e sdrammatizzare le paure di tanti di noi: ritrovarsi in quei personaggi, vedersi interpretati sullo schermo, in una sorta di psicodramma, alleggerisce il cuore. E guarisce.
In attesa di ritrovarsi sulla piana di Mordor - la prossima settimana - e combattere a fianco di Frodo, Aragorn e Gandalf contro le schiere del male ne Le due torri, secondo epico episodio della trilogia de Il signore degli anelli.
