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Roma, lʼex sindaco Ignazio Marino assolto per il "caso scontrini"

"Sono felice me lo aspettavo, sapevo di essere innocente", ha detto lʼex primo cittadino. "Di fronte ad accuse così infamanti da parte di media e politica è stata finalmente ristabilita la verità"

L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino è stato assolto dall'accusa di peculato, truffa e falso nell'ambito del processo, con rito abbreviato, sul caso scontrini e sulle consulenze della Onlus Imagine. La Procura aveva chiesto per lui una condanna a tre anni e quattro mesi.

"Sono felice me lo aspettavo, sapevo di essere innocente", ha detto l'ex sindaco di Roma lasciando il tribunale dopo la sentenza. "Di fronte ad accuse così infamanti da parte di media e politica - ha aggiunto Marino, visibilmente commosso - è stata finalmente ristabilita la verità".

Marino è stato assolto "perché il fatto non costituisce reato" in merito alla vicenda della Onlus Imagine, e "perché il fatto non sussiste" per quanto riguardo la contestazione di peculato. Oggetto del processo 56 cene, per circa 13 mila euro, pagate dall'ex sindaco con la carta di credito, e la predisposizione di certificati che attestavano compensi destinati a collaboratori fittizi o inesistenti che avrebbe procurato alla Onlus un ingiusto profitto di seimila euro.

Le cene "sospette", effettuate tra luglio 2013 e giugno 2015 per complessivi 12.700 euro pagati con la carta di credito in dotazione all'allora primo cittadino, secondo gli inquirenti erano però state consumate "generalmente nei giorni festivi e prefestivi, con commensali di sua elezione, comunque la difformi della funzione di rappresentanza dell'ente". I ristoranti frequentati da marino erano a Roma, ma anche in altre città come Milano, Genova, Firenze e Torino.

Secondo gli inquirenti, Marino aveva impartito "disposizioni al personale addetto alla sua segreteria affinché formasse le dichiarazioni giustificative delle spese sostenute per le cene, inserendovi indicazioni non veridiche tese ad accreditare la natura 'istituzionale' dell'evento, ed apponendo in calce alle stesse la sua firma". Stando alle accuse del pm Roberto Felici, Marino aveva così indotto il personale della segreteria del Campidoglio a "redigere atti pubblici attestanti fatti non veri e recanti la sua sottoscrizione apocrifa".

L'ex sindaco era anche imputato per la gestione della onlus Immagine, della quale in passato fu presidente. La struttura, che si occupava di aiuti sanitari a Paesi in via di sviluppo, avrebbe messo in atto assunzioni fittizie tra il 2012 e il 2014, con soggetti inesistenti truffando l'Inps. Oltre a Marino, presidente dell'associazione fino al luglio dl 2013, l'inchiesta vede indagate per truffa in concorso altre tre persone, Carlo Pignatelli, Rosa Garofalo e Federico Serra, che sono state rinviate a giudizio dal gup Pierluigi Balestrieri. Nell'ambito della stessa udienza è stata decisa, con rito abbreviato, l'assoluzione dell'ex sindaco da tutte le accuse.

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