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Prescrizione, Corti Appello a Nordio: con la riforma rischio paralisi

In una lettera al Guardasigilli si illustrano le conseguenze di "un'imminente" catastrofe e il rischio di perdere pure la scommessa del Pnrr. Meloni: "Nessuno scontro con la magistratura". Ma Md: aggressione ingiustificata

Ventisei presidenti di Corti d'Appello hanno scritto al ministro della Giustizia Carlo Nordio per fermare la prossima riforma della prescrizione, già in calendario in aula alla Camera.

Sottoscritta da Nordio e voluta da Forza Italia con il sostegno di Azione, viene bocciata dai togati e dai loro uffici. In una anticipazione su Repubblica e il Fatto Quotidiano, si illustrano al Guardasigilli le conseguenze di "un'imminente" catastrofe e il rischio di perdere pure la scommessa del Pnrr. Il premier Giorgia Meloni ha commentato la lettera spiegando che non "c'è nessuno scontro tra governo e magistratura, ma" il problema "è solo con una piccola parte". Md: dal governo aggressione ingiustificata.

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Le motivazioni della lettera

 I 26 presidenti di Corti d'Appello parlano di "esperienze devastanti soprattutto per la gestione dei ruoli gravosi delle Corti d'Appello, che sono uffici già sofferenti per pesanti e mai risolte carenze di organico del personale amministrativo, uffici notoriamente considerati i colli della bottiglia della sorte dei singoli procedimenti". Per questa ragione chiedono che "le eventuali nuove discipline siano accompagnate da esaurienti e coeve disposizioni transitorie". E ancora: "Oogni eventuale modifica imporrà, necessariamente, un'altra rivisitazione di una parte molto consistente della pendenza di ciascun ufficio.

 

Con un Appello tuttora governato dalla carta, la rivisitazione imporrà il materiale accesso a decine di migliaia di fascicoli cartacei pendenti. E non a costo zero, perché sarà necessario tanto tempo di magistrati e personale amministrativo che fronteggiano scoperture di organico rilevantissime, sottratto alle udienze i cui tempi inevitabilmente si allungheranno".

 

Infine il cambio della prescrizione li costringerà a ricalcolare tutti i tempi dei processi, manualmente, fascicolo per fascicolo, in rapporto alla legge vigente sulla prescrizione. Quanto al Pnrr? "L' assenza di una tempestiva, chiara, esauriente disciplina transitoria renderebbe il gravosissimo lavoro ingovernabile e ciò in periodo di Pnrr e pertinenti obiettivi da raggiungere". Se il governo non dovesse rendersi conto di questi problemi ciò "determinerebbe il rischio intensissimo di lavorare più volte a vuoto, e ciò in un contesto di ben note attuali carenze pesantissime, di risorse umane e di sistemi informatici inefficaci, e potrebbe condurre alla paralisi dell'intera attività delle Corti di Appello".

 

Meloni: "Solo una piccola parte della magistratura contrasta il governo"

  In merito all'argomento è intervenuto anche il premier Giorgia Meloni che non crede ci sia "in atto uno scontro tra politica e magistratura", comunque "questo non vuol dire che non ci siano problemi come in ogni ambito - ha spiegato il presidente del Consiglio -, e il problema in una piccola parte della magistratura è ritenere che i provvedimenti di alcuni governi che non sono in linea con una certa visione del mondo debbano essere contrastati, come è accaduto ad esempio sull'immigrazione". 

 

Md: aggressione ingiustificata

 Ma in una nota, il Consiglio nazionale di Magistratura democratica afferma: "Negli ultimi giorni magistratura democratica è stata oggetto di gravi attacchi da parte di esponenti di primo piano del governo e dei media. E' stata accusata di aver coltivato 'scopi cospirativi' e di voler svolgere un ruolo di 'opposizione giudiziaria'. Md respinge con fermezza tali accuse. L'aggressione politico-mediatica che ci ha investito non ha dunque alcuna giustificazione ma vorrebbe costringerci a rendere conto di una libertà, quella di associarsi e di riunirsi, prevista dalla Costituzione". 

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