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Rider, Di Maio: "Non accetto ricatti" e Foodora: "Ascolteremo tutte le proposte"

Il ceo dellʼazienda: "La tutela dei rider è la nostra priorità da sempre". Il ministro: "Voglio far crescere la gig economy. Ma i nostri giovani vengono prima di tutto"

Luigi Di Maio esprime la sua "volontà di favorire la crescita di nuove attività legate alla gig economy" precisando che intende "tutelare i ragazzi che lavorano in questo settore" e avvertendo che "non si accettano ricatti", citando le critiche di Foodora. E l'azienda tende la mano al ministro dicendo: "Siamo contenti e ascolteremo le proposte per la crescita. La tutela dei rider è la nostra priorità da sempre".

Il mondo dei rider secondo i dati di Foodora e Deliveroo

"Lo abbiamo dimostrato con i fatti dal 2015 - continua il ceo di Foodora Italy, Gianluca Cocco -, garantendo le tutele più elevate del settore". La risposta dell'azienda arriva dopo l'appello postato da Di Maio su Facebook. "Credo - continua il ceo - che la migliore tutela per questi ragazzi sia quella di offrire un mercato del lavoro attivo e vivace, pieno di opportunità e con le tutele massime possibili, sempre tenendo a mente la sostenibilità del modello, in un quadro normativo omogeneo a livello nazionale e uguale per tutti".

Di Maio su Facebook: "Non accetto ricatti" - Il ministro aveva pubblicato sul social network il suo appello sulla questione rider."Ho tutta la volontà - aveva scritto, citando le critiche di Foodora - di favorire la crescita di nuove attività legate alla gig economy e nessuno vuole demonizzare" queste attività. "Ma ho il dovere di tutelare i ragazzi che lavorano in questo settore. I riders oggi sono il simbolo di una generazione abbandonata dallo Stato". E ancora: "Se lavoriamo insieme l'Italia diventerà il modello da seguire per le attività legate alle imprese che operano su piattaforme digitali. Ma sia chiaro. Non si accettano ricatti. I nostri giovani prima di tutto".

Bozza decreto legge: "Rider subordinati e stop al cottimo" - Una prima bozza del "decreto dignità" sul lavoro prevede che i rider saranno prestatori di "lavoro subordinato" ai quali andrà pagata anche una "indennità mensile di disponibilità" e in proporzione gli istituti di malattia, ferie e maternità in linea con le norme sul lavoro intermittente. Il rapporto sarà disciplinato "tramite piattaforme digitali, applicazioni, algoritmi" e riguarderà, si precisa nella bozza, anche i "lavoratori addetti alla consegna di pasti a domicilio", i rider, per i quali sarà introdotto il "divieto di retribuzione a cottimo".

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