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Renzi: "In Europa il problema non sono le banche italiane, lʼaccordo europeo è a portata di mano"

Il premier parla anche del referendum ("plausibile il 6 novembre") e del Movimento 5 Stelle ("non credo saranno loro a sostituirmi")

Renzi: "In Europa il problema non sono le banche italiane, l'accordo europeo è a portata di mano"

"Il problema degli istituti di credito in Europa non sono le banche italiane". Lo dice il premier Matteo Renzi, sottolineando che "un accordo compatibile con le regole attuali è assolutamente a portata di mano". "La questione del credito - ribadisce - riguarda molti istituti: sono più preoccupato per i derivati delle banche di altri Paesi che non per i npl delle banche italiane".

"Referendum ragionevolmente a ottobre, a naso anche 6/11" - "Sarà ragionevolmente a ottobre, poi se escludiamo il 30 ottobre perché c'è il ponte, a naso potrebbe essere il 6 novembre". Lo afferma il premier Matteo Renzi rispondendo a Beppe Severgnini che su Corriere.it lo ha intervistato a tutto campo. "Ci sono le leggi, dipende da Corte di Cassazione, io se dovessi dirle una scommessa, dico a ottobre", aggiunge. "Io non ho paura del referendum perché votano i cittadini", ha aggiunto. E sull'ipotesi spacchettamento Renzi dice: "A mio avviso lo spacchettamento non sta in piedi, nel senso che capisco che semplificherebbe la comprensione se la domanda fosse secca ma è in ballo la Costituzione e la Costituzione ha delle regole e la maggioranza dei giuristi dicono che non è possibile spacchettare e fare il referendum à la carte".

Mai uso referendum per regolare conti con minoranze - "Mai utilizzare le istituzioni per regolare i conti con la minoranza interna". Dice ancora il premier spiegando che è questo "l'insegnamento" che trae dal referendum su Brexit, scaturito, tra l'altro, da un accordo tra il premier David Cameron e la sua minoranza.

"Di Maio mio successore? No, non credo" - Se credo che Luigi Di Maio sia il mio successore? "No. Credo che arriverà un successore, io mi auguro che sia in un arco di tempo non immediato", dice Renzi rispondendo a Beppe Severgnini, ribadendo di "non credere" che, suoi successori, arriveranno il M5S e Di Maio. Renzi ha poi citato nuovamente il caso britannico, dopo le dimissioni annunciate da David Cameron: "Teresa May verrà scelta dai Conservatori e diventerà primo ministro. Funziona così, e lo dico a tutti quelli che dicono che Renzi è stato scelto con le primarie... Si chiama democrazia, non c'è un blog o un algoritmo".

"Credo che elettori M5s voteranno sì al referendum" - "Un elettore M5s può avere un Parlamento più numeroso e costoso o un Parlamento più semplice e che costa meno, la mia opinione è che l'elettore M5s voterà per ridurre le poltrone. Un parlamentare M5s voterà no perché ha paura di perdere la poltrona, ma l'elettore voterà sì". E' il pensiero del presidente del Consiglio a proposito del referendum d'autunno. "Non aprirò più bocca - ha aggiunto - sul mio futuro. Non entro più sul tema spacchettamento, sulla legge elettorale, su cosa faccio da grande. Io dico che il referendum è su questo punto specifico".

"Che farà Berlusconi? Impossibile capirlo" - "Berlusconi non so cosa farà" in vista del referendum costituzionale, "è impossibile capirlo. Per ora ha detto 'No'". Questo il commento di Matteo Renzi alla domanda se il leader di Fi lo aiuterà in vista del referendum. "Gli facciamo però gli auguri di pronta guarigione", ha aggiunto Renzi.

"Italicum positivo, se numeri in Parlamento lo cambino" - "Per me la legge elettorale c'è. Quando siamo arrivati non c'era e noi abbiamo fatto una legge con cui chi arriva primo vince. A mio giudizio è un fatto positivo. Se il Parlamento è in condizioni di farne un'altra si accomodino, ma quando siamo arrivati non c'era legge elettorale". E' il pensiero di Matteo Renzi. "Siam partiti da qui - ha aggiunto - da una legge che il suo ideatore definì Porcellum. Oggi c'è un sistema che funziona. Alcuni preoccupati dicono: possono vincere gli altri. Sì, si chiama democrazia".

"Governo pronto ad aiutare Raggi e Roma" - "I torinesi hanno scelto Appendino: in bocca al lupo, speriamo che ce la faccia. Io la Raggi non l'avrei votata, però adesso è il sindaco di Roma: l'ho chiamata e le ho detto che c'è la piena disponibilità del governo a dare una mano. Perché l'Italia viene prima di tutto e tutti i sindaci devono sapere che il governo è pronto ad aiutare". Dice Renzi a Severgnini. "Essendo fedele lettore del Corriere ricordo che tutti i giornali legavano l'esito delle amministrative a come finiva a Milano. Il Pd ha vinto a Milano e si dice 'no, quello che valeva è Torino'... è un dibattito da addetti a lavori, io faccio gli auguri a chi ha vinto".

"Vorrei essere giudicato per risultati, l'Italia non è un paese finito" - "Mi piacerebbe essere giudicato sui risultati. Noi ci stiamo mettendo anima e cuore partendo da un presupposto: che l'Italia non sia un Paese finito come ci hanno raccontato per mesi fino a che non siamo arrivati". Prosegue Renzi che parla anche del futuro del Paese: "Una volta finita questa storia delle riforme sarà più semplice immaginare il futuro che ci aspetta. Io credo che il futuro dell'Italia sarà l'innovazione e la ricerca".

"Trump? Se sarà eletto rispettiamo voto ma io tifo Clinton" - Se sarà eletto Donald Trump "noi rispettiamo il voto degli Stati Uniti d'America", ha detto Renzi parlando delle elezioni per la Casa Bianca. "Obama lascia con alcuni problemi irrisolti ma credo che sia stata una presidenza straordinaria. Una volta in Giappone gli chiesi dei sondaggi che crescevano sulla sua persona e lui mi rispose, dandomi una lezione importante: 'Quando tu sei in carica, fanno i conti le loro aspettative, ed è evidente che non sarai mai alto nei sondaggi. Ma quando vai via si rendono conto che hai dato tutto, partendo da una situazione particolare come quella del 2008'". Tornando alle sue preferenze Renzi ha detto: "Se fossi americano voterei Hillary Clinton ma non credo di spostare voti".

"#staisereno? Ci credevo, scriverò una ricostruzione fatti" - Matteo Renzi, durante l'intervista annuncia che ricostruirà per iscritto la vicenda del suo avvicendamento a Palazzo Chigi con Enrico Letta. "Il governo - spiega il premier - non faceva più nulla, purtroppo... l'hashtag stai sereno? Io ci credevo, sono stato due mesi a provare a convincere il mio predecessore a fare un piano di legislatura visto che c'era la seguente situazione: fermo il tavolo sulle riforme, per la legge elettorale c'era Giachetti in sciopero della fame perché bloccata, la riforma dell'art.18 era un tabù, sulle tasse avevano cambiato il nome della tassa sulla casa, da imu a tasi, ma l'avevano lasciata. La ricostruzione di come andarono le cose la scriverò perché penso sia arrivato il momento".

"Non possiamo accogliere tutti i migranti" - "Non possiamo accogliere tutti. E questo non è buonismo. Ma sarebbe cattivismo dire che possiamo farlo", dice Renzi a proposito del fenomeno immigrazione. "Sull'immediato - ha osservato Renzi - quelli che stanno qua non li possiamo tenere strascicati per le strade. Non puoi averli alla stazione. La soluzione da trovare in modo molto rapido è di fare un servizio alla comunità per chi aspetta una risposta. Non possono passare dalla mattina alla sera ad aspettare che arrivi qualcosa. Il cittadino che vede uno bighellonare dalla mattina alla sera non è felice e ha ragione. Ci stiamo lavorando con il ministero dell'Interno e la prefettura". "In un secondo momento - ha sottolineato il premier - bisogna aiutarli a casa loro, davvero. Facendo e non discutendone. Aiutarli a casa loro vuol dire aiutarli davvero e non dirlo per prendere un voto in più", ha aggiunto. "Se in passato sparivano, adesso non possono più sparire dal punto di vista del controllo. Stiamo facendo delle foto segnaletiche a tutti. Io non credo che arrivino con il barcone per fare degli attentati, chi prende il barcone sta scappando. Ma c'è un problema di sicurezza: serve il sistema di riconoscimento facciale. Nei prossimi anni la soluzione è investire in Africa. In 63 governi e 27 presidenti del Consiglio, sono stato io il primo ad andare sotto il Sahara", ha concluso Renzi.

Il premier parla anche del caso di Fermo: "Mi unisco al dolore della vedova, ho chiamato don Vinicio Albanese che conosco dai tempi della scout. Quando un ragazzo che è scampato a Boko Haram e ha perso sua figlia in chiesa, fa una traversata in cui la moglie perde un figlio e muore a Fermo, vuol dire che qualcosa che non va. A me cascano le braccia".

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