LA CRISI DI GOVERNO

Renzi avverte: o me o il voto

Il sindaco di Firenze manda un messaggio ad Alfano: "Non mi farò imbrigliare, sono solo delle resistenze"

16 Feb 2014 - 16:46
 © ansa

© ansa

Matteo Renzi è in stand-by, è sicuramente il presidente del Consiglio incaricato, ma il Colle - messo in allarme dalle parole di Angelino Alfano - ha rinviato l'annuncio a lunedì per consentire una domenica di trattative, di messa a punto degli accordi della coalizione. Ma il sindaco mette sull'avviso l'alleato Ncd: "Non mi farò imbrigliare, queste sono solo resistenze di paura. Io vado avanti, se no si va al voto. Che Alfano tanto non vuole".

videovideo

La lunga domenica di Matteo Renzi è iniziata con la messa a Firenze, seguita da un incontro con Diego Della Valle, patron di Tod's con il quale aveva già condiviso parte della serata sabato assistendo al match di campionato tra Fiorentina e Inter. Al termine dell'incontro, avvenuto in un hotel del centro fiorentino, né Renzi, néDella Valle hanno rilasciato dichiarazioni. Poi Renzi è risalito sulla sua auto ed è ripartito presumibilmente per Roma, dove nel pomeriggio - con ogni probabilità - ci sarà un "faccia a faccia" proprio con Alfano, un summit fondamentale per spazzare via l'ipotesi di un rinvio, di un allungamento dei tempi per la formazione del nuovo esecutivo.

I nodi tra il segretario Pd e il Ncd, comunque, non sarebbero solo di natura meramente politica e programmatica: in ballo, in realtà, ci sarebbero poltrone fondamentali nel governo come quelle del ministero dell'Economia e quella del Viminale, che Alfano non vorrebbe mollare; Renzi, invece, pensa a Franceschini come ministro dell'Interno. Poi, certamente, verrà discusso anche il programma di coalizione: tra l'altro, richiesto da Napolitano ancora prima che dal Ncd e dagli altri alleati di coalizione. Insomma, la blitzkrieg di Renzi non avrà i tempi sperati dal protagonista: la fiducia parlamentare entro la settimana sembra difficile se non addirittura improbabile.