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Referendum Giustizia, Meloni a "Fuori dal coro": "Votando no non mi mandano a casa"

Per il presidente del Consiglio, dal settore più ideologizzato della magistratura arrivano decisioni surreali per ostacolare il governo

08 Mar 2026 - 23:02
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"Si dice che bisogna votare no per dare un segnale al governo, però a me i cittadini possono tranquillamente cacciare fra un anno se vogliono perché io se sbaglio, pago". Di contro, l'approvazione della riforma con il referendum metterà fine alle "degenerazioni ideologiche di una parte di magistratura, certamente non di tutta, che invece di far rispettare la legge combatte una battaglia politica. Non devo ricordare le continue interpretazioni forzate delle norme per impedirci di governare". Lo ha affermato il premier Giorgia Meloni, ospite a Fuori dal Coro su Rete4.

"Chi non è d'accordo con decisioni surreali" come quelle del caso Tortora, sui migranti clandestini trasportati nei centri in Albania o sulla separazione dai figli dei genitori della famiglia del bosco "potrebbe andare a votare in massa sì al referendum - ha continuato Meloni - perché è l'unica equazione per gli italiani per poter dire a certa magistratura che non condividono queste decisioni". Più in generale, ha affermato, "se non partiamo dalla base dei problemi non possiamo risolverli. Sono convinta che la riforma della giustizia interviene anche su materie come immigrazione e sicurezza che viaggiano su tre livelli: servono le leggi e gli strumenti a disposizione delle forze dell'ordine che sono compito nostro, serve che le forze dell'ordine facciano il loro lavoro e serve che la magistratura faccia rispettare le leggi. Ma se uno dei tre livelli non funziona il meccanismo si inceppa. E io conosco moltissimi casi nei quali il meccanismo a mio avviso si è inceppato".