FOTO24 VIDEO24 Logo Mediaset ComingSoon.it Donne logo mastergame Grazia Meteo.it People sportmediaset_negative sportmediaset_positive TGCOM24 meteo.it
Podcast DirettaCanale 51

Rapporto Censis: 48% italiani per uomo forte al potere, per 70% c'è più razzismo

Negli ultimi tempi sembra essere montata una pericolosa deriva verso lʼodio e lʼintolleranza. Alta la sfiducia nei confronti dei partiti politici: non va a votare quasi il 30% degli italiani aventi diritto

Per il 48% degli italiani ci vorrebbe "un uomo forte al potere" che non debba preoccuparsi di Parlamento ed elezioni. Lo rileva il Censis nell'ultimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese. Il 69,8% degli italiani, inoltre, è convinto che nell'ultimo anno siano aumentati gli episodi di intolleranza e razzismo verso gli immigrati, con valori più elevati al Centro (75,7%) e al Sud (70,2%). Per il 58% degli intervistati cresce anche l'antisemitismo.

La ricerca dell'uomo forte è più sentita soprattutto nella parte bassa della scala sociale. La percentuale sale infatti al 56% tra le persone con redditi bassi e al 62% tra i soggetti meno istruiti, fino al 67% tra gli operai.

 

Alta la sfiducia nei confronti della politica La sfiducia è il fil rouge del rapporto tra società italiana e politica. Alle elezioni politiche del 2018 i non votanti, intesi come la somma di astensioni, schede bianche e nulle, erano il 29,4% degli aventi diritto. Se il 76% degli italiani dichiara di non nutrire fiducia nei partiti politici, la quota sale all'89% tra i disoccupati e all'81% tra gli operai. Sono proprio questi ultimi gruppi sociali a essere anche più scontenti di come funziona la democrazia in Italia: lo sono il 58% degli operai, il 55% dei disoccupati, mentre i valori scendono al 34% tra manager e quadri, e al 42% tra imprenditori e lavoratori autonomi.
 

Stato d'animo dominante tra gli italiani è l'incertezza Secondo il report del Censis, lo stato d'animo dominante tra il 65% degli italiani è l'incertezza. Dalla crisi economica, l'ansia per il futuro e la sfiducia verso il prossimo hanno portato anno dopo anno ad un logoramento sfociato da una parte in "stratagemmi individuali" di autodifesa e dall'altra in "crescenti pulsioni antidemocratiche", facendo crescere l'attesa "messianica dell'uomo forte che tutto risolve".

 

Pericolosa deriva verso l'odio, l'intolleranza e il razzismo Negli ultimi tempi, poi, sembra essere montata una pericolosa deriva verso l'odio, l'intolleranza e il razzismo nei confronti delle minoranze. Il 50,9% di chi pensa che ci sia stato un aumento degli episodi di razzismo li attribuisce alle difficoltà economiche e all'insoddisfazione generale della gente. Il 35,6% invece li motiva con l'aumento della paura di essere vittima di reati, il 23,4% ritiene che dipendano dal fatto che ci sono troppi immigrati e il 20,5% pensa che gli italiani siano poco aperti e disponibili verso i migranti. Sembra essere tornato anche l'odio verso gli ebrei: un cittadino europeo su due considera l'antisemitismo un problema nel proprio Paese. In Italia a pensarla così è  il 58% della popolazione.

 

Il 62% del campione è contrario all'Italexit Il 62% degli italiani, secondo il Censis, è convinto che non si debba uscire dall'Unione europea, ma il 25%, uno su quattro, è invece favorevole all'Italexit. Se il 61% dice no al ritorno della lira, il 24% è favorevole e se il 49% si dice contrario alla riattivazione delle dogane alla frontiere interne della Ue, considerate un ostacolo alla libera circolazione di merci e persone, il 32% sarebbe invece per rimetterle.

 

Per il 73% degli italiani la violenza sulle donne è un problema reale Il 73,2% degli italiani è convinto che la violenza sulle donne sia un problema reale della nostra società che evidenzia come in Italia sia ancora presente una forte disparità tra uomini e donne, mentre il 23,3% ritiene che sia un problema che riguarda solo una piccola minoranza, emarginata dal punto di vista economico e sociale. Solo il 3,5% della popolazione ritiene che non si tratti di un problema e che siano casi isolati cui viene data una eccessiva attenzione mediatica.

 

"Tsunami" demografico, ma a Milano è boom di abitanti Il declino demografico degli ultimi anni è stato per l'Italia un vero e proprio "tsunami", dimostrato dai 436mila cittadini che si contano oggi in meno rispetto al 2015. Tuttavia il calo non è stato uniforme. Se città come Bologna e Milano hanno arricchito la loro popolazione, il Sud ha perso abitanti, così come Roma ha perso appeal tra italiani e stranieri.

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali