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Raffaele Marra, la carriera dellʼex finanziere da Alemanno alla Raggi

Quarantaquattro anni, napoletano. Una laurea in giurisprudenza e in economia e commercio. Quindici anni in Finanza, poi in Campidoglio

Raffaele Marra, la carriera dell'ex finanziere da Alemanno alla Raggi

Da Alemanno alla Polverini fino alla giunta targata Cinque Stelle del sindaco di Roma Virginia Raggi. E' il percorso nell'amministrazione locale romana di Raffaele Marra, arrestato dai carabinieri in base a un'ipotesi di reato di corruzione.

In Finanza per 15 anni, poi cambia vita - Marra, 44 anni, napoletano. Una laurea in giurisprudenza e in economia e commercio, ha indossato per quindici anni la divisa di finanziere. Nel 2006 cambia vita: sbarca alla direzione generale del ministero dell'Agricoltura quando al vertice del dicastero delle Politiche agricole c'è Gianni Alemanno: va a ricoprire un incarico all'Unire, l'Unione nazionale razze equine, all'epoca guidata da Franco Panzironi, coinvolto nell'inchiesta Parentopoli e poi in quella Mafia capitale.

L'ingresso nella giunta Alemanno - Dall'Unire, Marra trasloca in Campidoglio con Gianni Alemanno sindaco di Roma dove dirige prima il dipartimento casa del Comune e poi entra nel Gabinetto del primo cittadino. In un'intervista a Il Fatto Quotidiano del novembre scorso, Marra parla dei suoi rapporti con Alemanno e del suo "pallino" per l'intelligence: "Me lo ha presentato monsignor D'Ercole. Aspiravo a un'incarico fuori dalla Finanza... Volevo lavorare per i servizi segreti".

La parentesi in Rai, l'incarico in Regione e il ritorno in Campidoglio - Nel 2010 per Marra c'è una parentesi in Rai nella veste di consulente dell'allora direttore generale Mauro Masi. Poi arriva l'incarico alla Regione Lazio, guidata da Renata Polverini. Successivamente Marra torna in Campidoglio. Nell'era Marino, dopo aver vinto il concorso da dirigente, si occupa di tutela dei consumatori.

Le polemiche sul fedelissimo della Raggi - Con l'arrivo dei Cinque Stelle e della Raggi, Marra torna sugli scudi, tra feroci polemiche interne al Movimento. Il primo cittadino lo difende e lo nomina vice capo gabinetto. Poi però la Raggi è costretta, proprio per le forti resistenze interne al M5s, a fare un mezzo dietrofront e decide di spostare Marra alla guida del personale. Ma le polemiche non si placano fino agli ultimi sviluppi giudiziari e all'arrivo dei carabinieri in Campidoglio.

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