INTERVISTA AL CORRIERE

Pisapia: "Scendo in campo, alleanza col Pd per arrivare al 40%"

Il nome della coalizione sarà "Campo progressista". Fissato per l'11 marzo il primo incontro nazionale a Roma

10 Feb 2017 - 08:44

L'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia toglie ogni dubbio: "Scendo in campo, non fondo un partito ma riunirò associazioni, amministrazioni locali e gruppi di volontariato cattolici e laici". Lo annuncia in un'intervista al Corriere della Sera. E aggiunge: "L'obiettivo è un'alleanza col Pd per raggiungere il 40%". Ma Pisapia mette subito in chiaro: "Rispetto Alfano, ma non possiamo stare con loro".

"No ad Alfano e nemmeno stampella per Renzi" - Pisapia mette subito in chiaro: "Siamo l'embrione del centrosinitra e per questo non possiamo stare col centrodestra, rispetto Alfano ma su diritti civili e politiche per i giovani siamo diversi". E chi lo accusa di essere la stampella di Renzi? "Ho sempre detto quello che pensavo, non ho ambizioni personali e non ho mai fatto la stampella a nessuno".

Il rapporto con Vendola - Pisapia arriva dell'esperienza di Sel e con Nichi Vendola ha posizioni diverse. "Sel si è sciolta - ha detto - Nichi pensa non sia possibile costruire un centrosinistra con questo Pd, io la penso all'opposto. Rispetto la sua idea, chiedo altrettanto". E la Boldrini? "Siamo in ottimi rapporti", aggiunge Pisapia. Mentre con Bertinotti c'è "stima intellettuale ma non lo sento da anni".

Come arginare la protesta grillina - Pisapia spiega anche come raccogliere i voti dell'elettorato di sinistra, deluso da Renzi, che sembrano spostarsi verso i Cinquestelle. "A Milano i grillini sono attorno al 10% - dice l'ex sindaco - per non far montare il voto di protesta bisogna fare le cose positive di cui i grillini parlano". Non solo l'onestà, che è un "presupposto", ma "trasparenza, legalità, mettere a disposizione di tutti i beni comuni". Questa la ricetta di Pisapia per contrastare demagogia e populismo. "Avere il coraggio di dire di non essere d'accordo, anziché dare ragione a chi urla", aggiunge.

L'obiettivo è il 40% dei voti - "Siamo a un bivio", aggiunge Pisapia, "o facciamo una coalizione che dia risposte ragionevoli alla questione sociale o lasciamo il Paese a Grillo e alla destra". L'obiettivo di Pisapia è comunque ambizioso: "Il Pd assieme a noi, le liste civiche e gli ecologisti può arrivare al 40%. Sempre che la legge elettorale permetta le coalizioni".

Con quale legge al voto e quando - Ecco, la legge elettorale: "Noi siamo una forza autonoma, non possiamo entrare in lista col Pd". Pisapia chiede una legge omogenea tra Camera e Senato che consenta ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti anche con le preferenze. Sulla data del voto però mette le mani avanti: "Prima sarebbe meglio concludere le riforme avviate come ius soli, reddito di inclusione, norme per non far fallire le società confiscate alla mafia, limiti ai voucher. Comunque i tempi saranno lunghi".

Renzi, D'Alema e la scissione del Pd - Pentito di aver appoggiato Renzi al referendum? "No - dice Pisapia - per me non era un voto su Renzi; era un giudizio su una riforma che non condividevo appieno, ma portava cose positive". Dell'ex premier Pisapia tratteggia i lati positivi e negativi: "Ha coraggio e, all'inizio, capacità innovativa. Ha portato a termine riforme ferme da decenni, a cominciare dalle unioni civili; ma ha anche sbagliato sul referendum e su altre riforme che si sono trasformate in controriforme, ad esempio sul Jobs Act". Ma dovrebbe ascoltare di più, aggiunge. E parlando dell'antagonista di Renzi, Massimo D'Alema, l'ex sindaco dice: "Parlo con tutti, voglio recuperare milioni di voti". Ma non si creda che Pisapia punti alla scissione del Pd: "Io non me la auguro, ma non dipende da me".