Pd, Renzi: congresso o primarie, ma chi perde rispetti il voto
"Cari amici e compagni del Pd, tutta la politica italiana sembra tornata alla Prima Repubblica", scrive l'ex premier in una lettera per gli iscritti al partito
Per rilanciare l'idea del Pd come "motore del cambiamento" in Italia e in Europa, "abbiamo bisogno di due cose: un grande coinvolgimento popolare e una leadership legittimata da un passaggio popolare. Ma abbiamo anche bisogno che chi perde un congresso o le primarie il giorno dopo rispetti l'esito del voto". E' uno dei passaggi della lettera che Matteo Renzi invierà oggi dopo la direzione Pd a tutti gli iscritti al partito.
In platea ad ascoltare il segretario ci saranno i membri della direzione, ma anche parlamentari e segretari provinciali. Non mancherà il premier Paolo Gentiloni e sarà presente anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che non è iscritto al Pd ma è stato invitato da Renzi. Sul fronte della minoranza, ci sara' Pier Luigi Bersani e potrebbe tornare, dopo lunga assenza, Massimo D'Alema. Si parlerà di congresso e legge elettorale: convitato di pietra, l'ipotesi di elezioni anticipate contro cui si battono minoranza Pd e un pezzo di maggioranza.
Ma la minoranza Dem non si fida di Renzi e avverte che le regole del congresso vanno concordate insieme e sui tempi non possono esserci blitz. Gianni Cuperlo evoca la scissione, Michele Emiliano attacca il segretario, Enrico Rossi chiede la nomina di un segretario di garanzia per la fase congressuale. A loro la replica di Lorenzo Guerini: "Si è superato il livello di guardia. Basta con il logoramento".
"Torna la Prima Repubblica" - Renzi nella lettera ritorna a uno dei suoi temi più cari: il rinnovamento. "Cari amici e compagni del Pd, tutta la politica italiana sembra tornata alla Prima Repubblica. Dobbiamo rilanciare, con energia e entusiasmo, l'idea del Pd come motore del cambiamento, in Italia e in Europa". E' uno dei passaggi della lettera secondo quanto anticipa l'agenzia di stampa Ansa.
Ue, "far sentire voce Pd per non lasciarla lepenismo" - "Non possiamo lasciare l'Europa al lepenismo e al populismo. Dobbiamo avanzare le nostre idee e far sentire alta la voce dei nostri valori, dei nostri ideali ma - si legge ancora - anche delle nostre proposte concrete".
