Grasso cerca di ristabilire l'ordine: "Nessuna querela a Matteo Renzi"
E chiede a Calderoli e Gasparri di fare un passo indietro. I due senatori avevano affermato che non c'era la copertura per gli 80 euro in busta paga. Il premier li aveva sbugiardati, suscitando la reazione
© ansa
"Non bisogna travalicare i limiti della contesa politica e rispettare le istituzioni". Con queste parole il presidente del Senato Pietro Grasso ha invitato Maurizio Gasparri e Roberto Calderoli a "fare un passo indietro rispetto all'idea di querelare il presidente del Consiglio" a proposito della vicenda dei tecnici del Senato. Renzi aveva infatti accusato Palazzo Madama di falsità sulle coperture del dl Irpef.
"Come ieri sono intervenuto con forza a difesa della serietà e della competenza degli uffici del Senato e delle prerogative dei senatori, perché - spiega Grasso - ritengo che la difesa delle Istituzioni sia irrinunciabile, oggi ho chiamato i vicepresidenti Gasparri e Calderoli per chiedere loro di fare un passo indietro rispetto all'idea della querela al Presidente del Consiglio". "Il dibattito tra maggioranza e opposizione, anche in campagna elettorale, non può e non deve arrivare - afferma il presidente del Senato - al conflitto e alla delegittimazione tra le Istituzioni fino al punto di pensare di rimettere all'autorità giudiziaria temi che possono essere mantenuti all'interno di un dibattito pre-elettorale".
M5S chiama Padoan: "Renzi si occupi del dl" - "Il Movimento 5 Stelle ha sempre apprezzato il lavoro serio e obiettivi dei tecnici del Senato a cui va tutta la nostra solidarietà. Lasciamo che sia il 'tecnico' Padoan a smentire nel merito". Lo scrivono i senatori del M5S in una nota. "Renzi si preoccupi dell'emissione dei 20 miliardi di titoli di Stato che sono andati da subito ad aumentare il debito pubblico e dei possibili altri 20 miliardi previsti nel decreto "80 euro", conclude la nota.
Gasparri: "Capisco Grasso, ma Renzi almeno chieda scusa" - "Comprendo l'appello di Grasso al rispetto delle istituzioni e ho apprezzato la sua difesa degli Uffici di Palazzo Madama che hanno accertato la mendacità del decreto Irpef di Renzi" ma "resto in attesa delle scuse del premier". Lo afferma in una nota il senatore e vicepresidente di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri, dopo l'invito del presidente del Senato a non presentare querele contro il presidente del Consiglio.
