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Governo, Luigi Di Maio: "Non ci sarà mai un consolidamento a scapito della questione morale"

Lʼesponente M5s: "Mai il M5s potrà aprire un dialogo con soggetti condannati o indagati per mafia o reati gravi".

"Siamo al lavoro per un consolidamento della maggioranza ma mi sento di dire che mai il M5s potrà aprire un dialogo con soggetti condannati o indagati per mafia o reati gravi". Lo ha scritto su Facebook il ministro Luigi Di Maio, aggiungendo che "è evidente che questo consolidamento del governo non potrà avvenire a scapito della questione morale, dei valori che abbiamo sempre difeso e che sono fondanti del progetto 5 Stelle".

"In queste ore siamo al lavoro per un consolidamento della maggioranza, un processo complicato e ambizioso allo stesso tempo, perché il Paese ha bisogno di ricominciare a correre: le imprese devono lavorare, le famiglie hanno il diritto di poter pianificare il loro futuro", scrive ancora Di Maio.

 

"In queste ore drammatiche - prosegue - con una crisi di governo in piena pandemia per colpa degli egoismi di qualcuno, il M5s sta lavorando duramente per assicurare stabilità al Paese. Siamo stati e continuiamo ad essere il baricentro del governo. Per anni abbiamo sentito parlare di un ritorno al bipolarismo, ma se c'è qualcuno che nei momenti più bui ha tenuto in piedi l'Italia  è stato proprio il M5s". "Quelle forze che per anni si sono riempite la bocca con la necessita' di assicurare solidità economica e sviluppo sociale si sono infatti dimostrate poi le più egoiste: vedi Matteo Salvini, vedi Matteo Renzi".

 

"Ritorno al voto? Non è mia apprensione" "Non è una mia apprensione": ha risposto Di Maio risponde ai cronisti a Montecitorio che gli chiedono se stia percependo una certa apprensione per il ritorno al voto.

 

Alessandro Di Battista: chi ha indagini gravi non è interlocutore 5s - "Chi ha condanne sulle spalle e indagini per reati gravi, perché Cesa non è certo indagato per diffamazione, non può essere un interlocutore", rincara  Alessandro Di Battista commentando indagini della Dda di Catanzaro che vede coinvolto il segretario dimissionario dell'Udc Lorenzo Cesa. 

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