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Dimissioni Marino, Renzi: inevitabili Berlusconi: a Roma centrodestra unito

Pd: "Ormai si era rotto il rapporto di fiducia con i cittadini e con il partito". Il M5s verso la consultazione online per scegliere un candidato

Dimissioni Marino, Renzi: inevitabili Berlusconi: a Roma centrodestra unito

Matteo Renzi rompe il suo silenzio sulle dimissioni del sindaco di Roma. "Credo che al punto in cui eravamo non ci fossero più alternative. E dunque credo che Ignazio Marino abbia fatto bene a dimettersi", ha detto infatti il premier. Intanto nella Capitale è già campagna elettorale: "Lavorerò fin da oggi per offrire agli elettori un centrodestra unito e vincente", ha fatto sapere Silvio Berlusconi.

All'indomani delle dimissioni del sindaco Ignazio Marino, il leader di Forza Italia promette un "programma di governo della Capitale tale da restituire alla città l'onore perduto".

"Le dimissioni del sindaco Marino - continua - arrivate fuori tempo massimo, offrono alle forze politiche una occasione importante per recuperare il rapporto di fiducia con i cittadini. Nella Roma diventata suo malgrado simbolo di mala amministrazione e mala gestione della cosa pubblica, tutti i partiti devono impegnarsi per offrire ai cittadini una nuova idea di politica, più vicina di quanto non sia stata in questi anni ai bisogni delle famiglie, delle imprese, delle persone".

E ancora: "Auspico che tutti i partiti della nostra coalizione si ritrovino al più presto per valutare, senza preconcetti, le migliori candidature. Spero che nessuno voglia sfuggire a questa responsabilità, privilegiando interessi di parte".

Pd: "Rotto il rapporto di fiducia" - "Ho provato in tutti i modi a dare una mano al sindaco Marino, ma negli ultimi mesi si è rotto definitivamente il rapporto di fiducia con la città". Lo ha detto il commissario del Pd romano e presidente del partito, Matteo Orfini. "Con l'ultimo episodio, quello delle spese per le cene, si è rotto anche il rapporto tra Marino e il Pd", ha aggiunto.

La dura reazione del Pd è accompagnata, all'interno del partito, dalla richieste di primarie per la scelta del futuro candidato alle elezioni amministrative. "Chiediamo lo svolgimento delle primarie - ha detto infatti il senatore Pd Miguel Gotor -. Non si può passare dallo slogan 'Non è politica' a 'Ora decido io' perché vorrebbe dire continuare a sbagliare in una logica di autosufficienza e dall'alto. Piuttosto bisogna mettere al lavoro da subito una squadra plurale che si impegni a ricucire il rapporto tra Roma e i suoi cittadini e accompagni il processo delle primarie da qui al voto".

M5S, presto una consultazione online - All'interno del Movimento 5 Stelle, se la base spinge per una candidatura di Alessandro Di Battista, Beppe Grillo non è disposto a passar sopra al regolamento interno: un eletto non può dimettersi per ricoprire un altro incarico. E così la consultazione online dei militanti per scegliere il candidato si farà al più presto, dicono fonti interne. L'obiettivo è di consentire al vicnitore di farsi conoscere meglio e cercare consensi. I grillini sono convinti di potercela fare e assicurano che anche il leader si impegnerà in campagna elettorale.

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